Probabilmente soltanto noi geek nati negli anni ’80 ci rendiamo conto della fortuna che hanno le generazioni successive alla nostra, i cosiddetti “nativi digitali”, ad essere cresciuti a latte e aggeggi tecnologici. Non perché siamo meglio degli altri, ma, credo, semplicemente perché eravamo grandi abbastanza da vivere in modo cosciente l’improvvisa invasione che la tecnologia ha avuto nelle nostre vite negli ultimi decenni. Grandi abbastanza da aver vissuto cose tipo le prime connessioni ad internet, che tenevano la linea telefonica occupata (quante litigate in famiglia? Infinite!), grandi abbastanza da ricordare cosa voleva dire vivere senza avere un cellulare o una connessione ad internet (sembra incredibile, ma siamo cresciuti benissimo anche così!), o fare i compiti e le ricerche senza interpellare Yahoo! Answers o Wikipedia. Se siete grandi abbastanza coglierete immediatamente il nesso tra i due oggetti nell’immagine che segue, e apprezzerete quanto me il gingillo geek di cui vi parlo oggi.

Chi ha vissuto l’era delle cassette non ha bisogno della spiegazione, ma i più giovani sappiano che, nell’era delle cassette e dei walkman, si risparmiava la batteria e si faceva a volte anche più veloce riavvolgendo la cassetta in modo “manuale”, cioè infilando una matita o una penna Bic e facendo roteare  la cassetta per aria, ovviamente nel verso giusto.

Le cassette ormai non esistono più, ma la tecnologia ci viene in soccorso anche per ricreare uno dei piccoli piaceri analogici che di cui il digitale in qualche modo ci ha privato: creare una cassetta con un mix di canzoni accuratamente scelte per l’occasione o per la persona che la va a ricevere. Quello che oggi banalmente chiameremmo “playlist”, ma che durante la nostra adolescenza aveva tutto un altro sapore, perché si scrivevano i titoli delle canzoni a mano, si lasciavano messaggi segreti o in codice. Registrare una cassetta mista era un lavoro che portava via tempo, ci voleva tecnica, dedizione, contare i minuti per non lasciare le canzoni a metà alla fine del lato… tutte cose che ahimé i nativi digitali non potranno mai vivere. Noi non-nativi consoliamoci con questa Mix Tape USB Drive di Suck Uk.