Uniiverse, la startup canadese lanciata da pochissimo, ha appena un mese di vita ma ha già le idee chiare: “Uniiverse non è un social network”.

Ma allora cos’è? Quello che questa piattaforma dal look&feel semplice ma accattivante cerca di fare è apportare valore alle nostre vite reali. Se da un lato il fine supremo di Facebook & co. sembra quello di avere più like o più amici nella nostra vita virtuale – che ormai è una vita a sè stante a tutti gli effetti per la maggior parte di noi – Uniiverse si pone come obiettivo quello di migliorare, modificare, interagire con la nostra vita reale, quella di 24h che si divide tra lavoro, famiglia, supermercati, happy hour e metropolitana.
Se avete mai partecipato alla settimana del baratto (e se non l’avete fatto, fatelo!) il concetto è più o meno simile, ma esteso a tutti i possibili usi del nostro tempo libero, dei nostri oggetti, delle nostre abilità e conoscenze.

Si offre di tutto, a tutti, gratis, in cambio di qualcosa o a pagamento. Mi trasferisco a Berlino? Ti offro lezioni di italiano in cambio di lezioni di tedesco. Sono a Milano in trasferta lavorativa? Cerco qualcuno per bere una birra. Manca il settimo per la partita di calcetto settimanale? Lo cerco su Uniiverse. Per rendersi conto del potenziale è sufficiente dare un’occhiata all’homepage e alle ultime offerte.

Il video lanciato per la piattaforma punta al nocciolo del problema con le domande che tutti noi, che accendiamo un monitor alle 9 di mattina e lo spegnamo alle 11 della sera, ci facciamo.
http://youtu.be/fLVku4QtD6k
Depressione, solitudine, frustrazione, stress, ne soffrono la maggior parte di noi. Viviamo in un universo che è diventato un paradosso? Che corre troppo veloce? Troppo poco tempo per il divertimento, gli amici, la famiglia, le cose importanti? Business e tecnologia stanno migliorando le nostre vite o stanno accelerando il processo nella direzione sbagliata?
Insomma, Uniiverse fa parte dell’utopia verso cui si stanno dirigendo le nostre vite 2.0: trovare un’utilità a internet, trovare uno scopo che allontani l’alienazione sociale che si è creata in modo naturale con l’uso, nella nostra generazione, di questo strumento nuovo e in pratica ancora sconosciuto. E’ un cambiamento che deve partire da noi, dagli utenti, che deve partire dalle nostre teste. Lo strumento fornito da Uniiverse non è niente senza noi stessi che lo utilizziamo.

E’ solo un’utopia, o è davvero possibile dare un valore aggiunto alle nostre vite tramite un monitor e una connessione di rete? Smettere di giocare a Farmville per un momento e provare a far fruttare quella manciata di minuti di tempo libero per qualcosa che ci renda davvero felici?