Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno e Gardenink, che per l’occasione indossa un nastro rosa, vi parla oggi di piante molto speciali, che possono aiutare a prevenire e curare il cancro al seno.

FAGONIA

Fagonia Cretica. E’ un fiore tipico delle zone aride del Pakistan, India, Africa e parte dell’Europa, dove è facile che cresca anche spontaneo. Da esso si ricava un principio attivo molto utile per combattere il cancro al seno. Il suo soprannome, “manto della vergine”, ha origine dal modo in cui la pianta propagandosi avvolge i terreni rocciosi. Pare che sia già usato nelle zone rurali del Pakistan come infuso riservato alle donne malate di cancro al seno. Sembra essere dimostrato che alcuni principi (da individuare) contenuti nella pianta sarebbero in grado di distruggere le cellule tumorali senza recare alcun danno o effetto collaterale all’organismo. 

ARTEMISIAArtemisia. L’hanno soprannominata “cancer smart bomb” per la sua efficacia nella distruzione delle cellule tumorali resistenti alle radiazioni, nel tumore al seno. In particolare individuerebbe le cellule tumorali con accumulo di ferro e distruggerebbe solo quelle malate, non recando altri danni all’organismo ma effettuando un’azione mirata. Questa pianta era usata anticamente nella medicina cinese, e forse originariamente si sviluppo’ in Asia, ma oggi le sue varie specie (l’Assenzio appartiene alla stessa famiglia) sono diffuse anche in Europa, America, Oceania.

CODONOPSIS

Codonopsis Pilosula. E’ una pianta con fiore a campanula originaria dell’Asia, dove cresce nei boschi e nelle praterie, soprannominata “ginseng dei poveri”. Sarebbe una pianta tipica della tradizionale medicina cinese, secondo la quale teoria è fondamentale nel ripristino dell’energia vitale. Infatti oltre ad essere un valido generale supporto nella cura di alcuni tipi di tumori (aiuta il corpo ad aumentare le proprie difese immunitarie) può contrastare anche l’anomalo abbassamento dei globuli bianchi che si verifica nei pazienti curati con chemioterapia.

LARREA

Larrea Tridentata. Come erba officinale è denominata anche Chaparral, è un vecchio farmaco indiano tipico del sud-ovest degli Stati Uniti e del Messico. Nella medicina indiana tradizionale era impiegato contro la poliartrite, la tubercolosi e le malattie veneree ma il principio attivo che se ne ricava è in grado di contrastare la formazione di metastasi, sottraendo il glucosio, senza il quale non possono riprodursi, alle cellule tumorali. La pianta ha comunque una tossicità abbastanza elevata per l’uomo, quindi va assunta con molta cautela e sotto la prescrizione di un esperto.

Le piante non finiscono mai di stupirci: anche qui avevamo già parlato di come alcuni ortaggi, molto più comuni e che sarebbe bene utilizzare quotidianamente, possono prevenire l’insorgere dei tumori. E non dimentichiamo che la prevenzione rimane una delle armi più potenti che abbiamo.