Si chiama Galleria Cinica il progetto di cui vi parliamo oggi, ma di cinico in senso comune ha ben poco. Nasce infatti da un’idea bella e ambiziosa, che ha dato vita a un percorso di approfondimento, conoscenza e istruzione ai linguaggi dell’arte contemporanea. Galleria Cinica è un progetto espositivo rivolto a giovani artisti e a curatori emergenti, che accompagna la programmazione del museo di Palazzo Lucarini Contemporary – ex Flash Art Museum di Trevi (Perugia) con un vero e proprio calendario collaterale interamente dedicato all’arte emergente, puntando tutto su artisti giovani e promettenti. Tra gli obiettivi principali quello di dare spazio e visibilità alla produzione artistica più recente, che spesso si scontra inevitabilmente con i canali istituzionali. Il risultato è stato una stagione espositiva che ha percorso tutto il 2013 con sette mostre dedicate ad altrettanti artisti esordienti affiancati da giovani curatori, e che ha accolto la sfida audace e necessaria di aguzzare lo sguardo sui linguaggi e sulle proposte che animano il panorama nazionale contemporaneo. Galleria Cinica ha incontrato l’interesse di molti e ha raccolto un pubblico spesso trasversale ed eterogeneo. Ve ne parliamo meglio attraverso le parole di Carla Capodimonti, curatrice del progetto, a cui abbiamo fatto qualche domanda.

Francesco Ciavaglioli

Francesco Ciavaglioli

CB Come ha preso vita l’idea di dedicare uno spazio espositivo ad artisti e curatori esordienti?

Carla: Il progetto nasce da un’idea di Maurizio Coccia e Mara Predicatori, rispettivamente direttore artistico e responsabile della didattica. Alla fine del 2012 mi era stato proposto di utilizzare una parte del museo per sviluppare un programma annuale rivolto alle nuove leve.

CB “Galleria Cinica”, come mai questo nome? 

Carla: “Galleria Cinica” è un gioco di parole che parte dalla comune “Galleria Civica” presente in ogni città. L’autonomia e l’indifferenza nei confronti del rigore morale auspicati dalla filosofia cinica si riflettono in questo progetto, intesi come autonomia dell’arte dai sistemi e dalle sovrastrutture che la canalizzano. Un richiamo all’arte disinteressata, che si esprime attraverso il linguaggio dei giovani protagonisti del presente, il rifiuto delle convenzioni per un ritorno alla verità e lo sguardo cosciente sul nostro tempo.

Diego Petroso

Diego Petroso

CB Raccontaci qualcosa del tuo percorso personale e professionale, di cosa ti ha portato ad avvicinarti all’arte e farne il tuo lavoro, del tuo impegno attuale come curatrice per “Galleria Cinica”.

Carla: Sono una curatrice indipendente e vivo tra Roma e l’Umbria. Dopo la laurea triennale a Perugia, decido di trasferirmi a Roma per proseguire gli studi. Questa volta però scelgo di specializzarmi in arte contemporanea. Credo sia stata una svolta abbastanza automatica. Ho sempre cercato un approccio sperimentale e creativo totalizzante. L’arte contemporanea rende possibile tale orientamento, e permette uno sguardo trasversale anche nella quotidianità. Mi specializzo poi in Storia dell’Arte con curriculum in “Curatore di arte contemporanea” presso l’Università La Sapienza, con una tesi specialistica sull’Arte Pubblica di Alberto Garutti. Attualmente collaboro da diversi anni con Palazzo Lucarini Contemporary in progetti che riguardano la didattica museale e l’alfabetizzazione all’arte contemporanea, e nella pianificazione espositiva. Palazzo Lucarini è sempre stata un’ottima palestra dove poter arricchire le mie conoscenze e sviluppare le mie attitudini. Proprio lì, assecondando un’inclinazione personale, ho iniziato a dedicarmi alla curatela di mostre. Il progetto “Galleria Cinica” mi ha permesso di creare una rete e di estendere i confini regionali verso altre realtà. Le difficoltà sono molteplici, dalla mancanza di fondi alla comunicazione in un territorio chiuso e abbastanza estraneo a certi linguaggi. Tutto ciò è stato possibile grazie alla dedizione e all’appoggio incondizionato dei miei colleghi, che via via si sono susseguiti durante il primo anno di attività. L’esperienza sarà prolungata anche nel 2014, con una ricca programmazione, per la quale abbiamo ricevuto numerose richieste di partecipazione e che vedrà protagonisti artisti e curatori provenienti da tutta Italia. E non solo.

CB L’idea di “Galleria Cinica” nasce dunque nel 2012. Quando e in che modo si è poi materializzata?

Carla: Il progetto è partito a gennaio 2013, si è sviluppato durante il primo anno di esistenza attraverso sette mostre, e sarà riproposto per tutto il 2014.

CB Parlaci un po’ di quest’anno appena concluso, delle mostre che avete ospitato nel 2013 e dei differenti linguaggi espressivi che avete proposto al vostro pubblico.

Carla: Il nostro obiettivo è stato quello di fornire un piccolo specchio della situazione attuale riguardante la nuova arte contemporanea. Abbiamo cercato di proporre linguaggi figurativi differenti, dalla pittura al video mapping, passando per installazioni ambientali, performance e fotografia. Un’esperienza sicuramente intensa, che non nasconde tutte le difficoltà del caso. L’idea generale, da parte mia e dei curatori che vi hanno collaborato finora, è stata quella di dare spazio e massima libertà di espressione ad artisti che si trovano a fare i conti con le limitazioni del sistema ufficiale. Creare una sorta di rete e linea alternativa è stato alla base della nostra attività, con una forte attenzione all’approccio didattico e mediatico in un contesto lontano dalle grandi realtà metropolitane. Gli artisti e i curatori, provenienti da varie zone della penisola, hanno reso possibile uno sguardo ampio sulla condizione odierna. L’intera programmazione è consultabile sul nostro sito internet e sulla pagina facebook.

Nicole Voltan

Nicole Voltan

 

CB Per quanto riguarda gli artisti che hanno collaborato quest’anno con “Galleria Cinica”, pensi che ci siano in qualche modo dei tratti che li accomunano, anche a prescindere dalle peculiarità dei singoli linguaggi?

Carla: Più che di tratti che li accomunano, penso a una situazione collettiva. Ognuno di loro si muove tra le difficoltà del momento, cercando delle possibilità per poter comunicare e farsi apprezzare. Provenendo da diversi luoghi della penisola, ciascuno porta con se un pezzo dello specifico contesto d’origine. Ogni linguaggio è in parte espressione del proprio vissuto.

CB Prima hai parlato di limitazioni del sistema ufficiale. Quali potremmo dire sono le difficoltà più comuni che trova oggi davanti a sé un artista che tenta di far conoscere il proprio lavoro?

Carla: Abitualmente difficoltà di tipo economico, organizzativo e il dover giungere a compromessi: purtroppo nella maggior parte dei casi non c’è molta libertà espressiva. Spesso esistono anche problemi di comunicazione e difficoltà nell’individuare i canali giusti verso i quali indirizzarsi. Probabilmente il ruolo del curatore è anche quello di veicolare il messaggio e stimolare interesse verso un dato linguaggio.

CB Ci dicevi che le attività di “Galleria Cinica” continueranno anche per tutto il 2014, vuoi darci qualche anticipazione sul programma espositivo del nuovo anno?

Carla: Il 21 Dicembre abbiamo concluso il 2013 con l’inaugurazione della mostra “Legami deboli” che ha presentato le opere di Amedeo Abello e Cinzia Delnevo, a cura di Celeste Ricci. La programmazione per il 2014 invece è in fase di definizione, anche se ormai abbastanza delineata, viste le numerose richieste di collaborazione che abbiamo accolto. Gli artisti che si divideranno gli spazi di “Galleria Cinica” durante l’anno presenteranno progetti molto diversi fra loro. La nuova stagione si inaugurerà a febbraio con la personale di Lara Pacilio. Non vi anticipo altro, ma vi aspetto!

Mirabella-Vitturini

Mirabella-Vitturini

CB Siamo ormai a gennaio, momento dell’anno in cui i buoni propositi per il futuro si alternano agli ultimi bilanci generali sull’anno appena passato. Se volessi fare un bilancio di questo 2013 per “Galleria Cinica”, come sarebbe?

Carla: Sicuramente positivo. Siamo riusciti a uscire dai confini regionali, da un contesto molto stretto, suscitando attenzione. Abbiamo ricevuto molti pareri favorevoli da chi è del mestiere, siamo riusciti ad attrarre anche chi al museo non è solito entrare.

CB Per concludere, dicci una tua personale Cosabella.

Carla: Una città: Sarajevo.