Sfatiamo anche questo mito: la stylist o l’assistente stylist non è per niente il lavoro che augurerei a mia figlia, ma piuttosto alla mia peggior nemica.
Ormai dopo 6 anni di onorata e massacrante carriera non sopporto più quel sorrisetto sognate e quella esclamazione: “Figoo!” dopo che io ho dichiarato la mia occupazione.
Molte volte penso che se mi fossi arruolata nei Marines starei facendo meno fatica.
Molte volte mi auguro che se avrò mai una figlia, mi dica che vuole fare la “Letteronza” piuttosto che la stylist. Non potrei sopportare il contrario.
Molte volte quando arriva il mio turno per il camerino da H&M e la commessa mi dice : “Per favore riportali appesi sulla gruccia” , mi viene da rispondere “Per pietà, è tutto il giorno che lo faccio!” .

A tutte quelle che mi immaginano conciata così, a sfogliare riviste e provare vestiti…

Voglio raccontare una mia giornata tipo:

Tutte le mattine vado a correre, se non lo facessi sarei a San Vittore per aver ammazzato qualcuno e mia madre dietro con le arance. Ma già al secondo minuto la prima chiamata : “Buongiorno Maddalena, quando vieni in redazione?”

Ore nove: primo appuntamento
Primo di una lunga serie, di solito uno ogni mezz’ora, cosa che ti permette di girare tutta Milano e tornare a casa a gattoni.
Dimenticatevi i tacchi alti e le gonne strette a meno che non possiate permettervi un autista. L’abbigliamento ideale è piuttosto jeans e sneakers.  (Il film “Il diavolo veste Prada” in questo è una bufala)
Durante questi appuntamenti vedrai una quantità infinita di vestiti, da quelli da favola a quelli da incubo, ma dovrai comunque fare una scelta. Dovrai parlare con tante di quelle persone che ringrazierai il cielo di convivere solo con un gatto che non parla la tua lingua.

Gli appuntamenti sia chiaro non sono per te, ma per la stylist che stai seguendo.
Mentre tu ti stai consumano le suole sull’asfalto delle strade milanesi, con qualsiasi condizione atmosferica (se gli appuntamenti sono tanti di solito nevica ), lei si trova in redazione seduta alla sua scrivania e ti contatta telefonicamente e costantemente dicendoti le seguenti frasi:
– “Stai trovando cose belle?”
– “Volevo dirti che anche se il servizio è tutto bianco se trovi delle cose antracite prendile lo stesso”,
– “Puoi anche andare da hfskjfhs? (nome che indica tutti gli uffici stampa ubicati in zone di milano che non compaiono neppure sulla cartina). Lo so che si trova all’esatto estremo opposto rispetto a dove sei tu, ma sarebbe importante…”

– Se gli appuntamenti sono per te sappi che non firmerai il lavoro e non verrai pagata , se ti va bene.

– Quando finalmente hai fatto tutti gli appuntamenti, hai inviato tutte le richieste e fatto tutti i ritiri, arriva il momento del guardaroba. Ad aspettarti una decina di stand stracolmi di vestiti , ma la stylist per cui hai dato il sangue sulle strade milanesi ti guarderà e ti dirà : “Non abbiamo nulla!”. In quel momento a me compare una vena pulsante in mezzo alla fronte, e l’occhio sinistro inizia a tremare, ma ho imparato a voltarmi e rispondere : “Domani arriveranno molte altre cose”. Sfatiamo anche il mito del guardaroba da cui poter attingere per i looks personali e giornalieri, pura e semplice fantasia…(deluse eh?!)

– Arriva poi il momento della trasferta.
Le mete solitamente sono: Londra, Parigi, NY, ma potrebbe benissimo essere a Scampia, Barona, Pilastro… perchè non avrai il tempo di vedere neppure il cielo, no anzi quello lo vedrai alzando gli occhi. Le ore di sonno sono dalle 4 alle 5 giornaliere, fate voi il calcolo di quelle lavorative. Avrai l’onore e il piacere di portare dieci valigie da 25 kg tutte in una volta e aprire e richiudere tonnellate di pacchi, per tutta la tua permanenza.

Avrai a che fare con donne aliene, con gambe lunghe quanto la tua altezza e una taglia che portavi tu quando ancora ti vestivi da Chicco. La tua autostima ti manderà a quel paese per sempre.

Gli unici uomini che vedrai saranno i modelli, ma non potrai fare pensieri impuri senza essere accusata di pedofilia visto che ormai li strappano dal seno materno per farli sfilare. Tutti gli altri sono gay.

Al rientro a Milano pensi forse di riposarti? ahahahh … No!
Ci saranno comunque i crediti da scrivere, nuove emergenze da risolvere, nuovi appuntamenti da fare, nuovi ritiri da fissare e nuovi vestiti ,fondamentali per la pace nel mondo, da scegliere.

-Vi auguro di non avere mai la voglia di iniziare questo lavoro e nemmeno i vostri cari.
-Ricordo a tutti quelli che ormai lo fanno che non stanno salvando bambini.
-Sogno gente normale,gente che non “adora” e non dice “top” 37 mila volte al giorno.
-Sogno che si ritorni a fare questo mestiere divertendosi.
-Sogno la meritocrazia.
-Sogno quei diritti del lavoratore come uno stipendio dignitoso,delle modalità lavorative umane e un contratto.
-Sogno il rispetto.
-Sogno il buonsenso.