L’amore resuscita i morti

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Vorrei intervistare Tim Burton solo per chiedergli come diavolo ha fatto a trasformare l’orrore in gioia e la paura in speranza. Vorrei domandargli com’è che si resta bambini anche da adulti, se il cinema gli ha dato una mano o se il suo segreto è nascosto nei sogni che accarezza ogni notte. A volte ci svegliamo nel cuore della notte e l’impulso a guardare sotto il letto è irresistibile. Ma poi ci sentiamo sciocchi, tiriamo su le coperte e lasciamo che i mostri facciano quello che vogliono di noi. Sotto il tuo letto Tim, son sicura ci guardi ogni sera e trovi la ricetta per addomesticare la morte.

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Di domande fondamentali sono pieni zeppi i Film di Tim Burton, e Frankenweenie non fa eccezione. Victor, il protagonista, è uno di noi. Un bambino che deve trovare il suo posto nel mondo, che deve accettare la propria diversità e per farlo si confronta con tematiche universali. Prime tra tutte l’Amore e la Morte, lì dove l’uno confluisce nell’altro nel momento della perdita. Quando Sparky, cane fidato di Victor e unico amico del bambino perde la vita in un incidente, diviene impossibile accettare che chi amiamo ci lasci, impossibile comprendere l’assurdità di una vita che ci priva dei nostri cari.

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La scienza verrà in soccorso di Victor, mostrandogli che la ricerca non è mai nè buona nè cattiva, al massimo buoni o cattivi sono gli uomini che fanno di uno strumento un mezzo per raggiungere il progresso o la distruzione. Concepito come un romanzo di formazione e prodotto attraverso la tecnica dello stop motion, Frankenweenie è una piccola favola dark che condensa tutti gli interrogativi della storia dell’uomo.

FRANKENWEENIE

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Strabiliante poi, la quantità di citazioni contenuta nel film. Quasi un bignami di storia del cinema horror compresso in un’ora e mezza di cartone animato. Il genio di Burton trasforma Vincent Price nel maestro di scienze di Victor, dona alla piccola vicina di casa il nome di Elsa VanHelsing e alla sua cagnolina le sembianze della sposa di Frankenstein. Frankenstein è poi anche il nome della famiglia di Victor e Shelley invece, come la celebre Mary creatrice del personaggio, è la tartaruga zombie resuscitata dai compagni di scuola.

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Al doppiaggio, un cast di amici storici di Burton: Wynona Ryder, Martin Landau, Christopher Lee (presente anche in video, versione Dracula, nel televisore dei genitori di Vincent), Martin Short e Catherine O’Hara.

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Sopra il divertimento e lo stupore si erge però un insegnamento impagabile. E’ sempre lo stesso, da quando quello strano ragazzino iniziò a fare cinema: l’amore è l’unica cosa che conta. Esso vince sulla stupidità della gente e relega la morte in un punto oscuro della nostra immaginazione.