Achille Castiglioni (Milano 1918 – 2002) ha contribuito con i suoi studi ed i suoi progetti a fare la storia del design italiano dal dopoguerra ad oggi. I suoi progetti e le sue creazioni, apprezzatissime, attuali e ricercate sono lo specchio della sua personalità curiosa, ironica e positiva.
Castiglioni collaborò con molte aziende del design italiano tra le quali Alessi, Brionvega, De Padova, Flos e VLM che contribuirono a fare di molti suoi progetti vere e proprie icone del design senza tempo e che ancora oggi sono molto attente a salvaguardare la cultura del progetto aiutando la famiglia di Achille Castiglioni nel tutelare il luogo e il metodo di lavoro dell’architetto.

E’ stato possibile realizzare questa intervista, grazie alla disponibilità, all’entusiasmo e alle parole di Giovanna Castiglioni, che ci ha accolto a Milano, presso lo Studio Museo ed oggi Fondazione Achille Castiglioni.
Giovanna, Vicepresidente della Fondazione, diffonde e tiene vivo l’operato del padre, restituendo al pubblico e ai visitatori un’immagine autentica ed inedita dell’uomo designer che fu Achille Castiglioni.

Fondazione Achille Castiglioni - Stanza tecnigrafi

Fondazione Achille Castiglioni – Stanza tecnigrafi

COSEBELLE – Ciao Giovanna, grazie per averci ospitato in questo luogo meraviglioso in cui ogni oggetto racconta una storia, un progetto, un aneddoto del design italiano. Chi era Achille Castiglioni? Puoi regalarci qualche immagine dell’uomo e del designer che è stato per te, che l’hai vissuto certamente da un punto di vista privilegiato?

GIOVANNA CASTIGLIONI – Il mio è certamente un punto di vista privilegiato, ma per capire il lavoro di Achille Castiglioni ho ricominciato a studiare. Io infatti ho fatto un percorso professionale lontano dal design, ho conseguito una laurea in geologia, e  per comprendere il lavoro di mio padre e gestire lo studio, i progetti, tutto quello che ci ha lasciato, ho ricominciato a studiare ed ho studiato il suo lavoro di designer. Ho dovuto riscoprirlo, per poter dare continuità alla sua persona e al suo metodo.
Mio padre era un uomo curioso e spesso tornava a casa con oggetti di ogni genere più o meno comuni, anonimi e che lasciava maturare nella sua testa a volte giorni, a volte mesi, a volte anni. Per analogia e semplificazione, alcuni di quegli oggetti sono diventati prototipi o alcuni dei suoi progetti più famosi.

CB – Achille Castiglioni e il progetto. Quali erano i rapporti con le aziende e le committenze?
GC Mio padre ha lavorato con moltissime aziende, tra cui Flos, a cui rimase profondamente legato per tutta la vita.
Amava la luce artificiale e molti dei suoi progetti riguardano appunto l’illuminazione.
Amava il rapporto ed il confronto con chi eseguiva praticamente l’oggetto e le sue varie componenti. Amava il rapporto con gli operai, semplificare l’oggetto e renderlo comprensibile. Amava gli oggetti semplici e d’uso comune, gli oggetti intelligenti, quelli che entrano nelle case di tutti.

CB – Achille Castiglioni dall’insegnamento alle ore allo studio. Com’era il rapporto con gli studenti ed i giovani collaboratori?
GC – Mio padre amava i giovani, li considerava una risorsa e cercava di trasmettere ai suoi studenti e ai collaboratori il senso della curiosità. Le sue lezioni erano divertentissime ed io saltavo le mie, a geologia, per seguire le sue.
Arrivava a lezione con gli oggetti più strani ed insoliti e dai vari oggetti anonimi nascevano lezioni sul design con tematiche differenti per poi parlare dei suoi progetti smontandoli e analizzandoli.

Fondazione Achille Castiglioni - Stanza Prototipi

Fondazione Achille Castiglioni – Stanza Prototipi

CB – Achille Castiglioni e il suo tempo. Com’era il rapporto con gli architetti e i designers contemporanei, che hanno fatto anch’essi la storia del design italiano? Mi riferisco per esempio a Vico Magistretti, Bruno Munari, Gae Aulenti.
GC – Quello vissuto da Castiglioni è stato sicuramente un periodo florido di progettisti talentuosi per il design e l’architettura in Italia. Erano tutti impegnati, bravi e famosi. Tra di loro c’era un assoluto rispetto e reciproca stima. Si incontravano, chiacchieravano del lavoro, a volte partecipavano a concorsi. Con alcuni, come con Bruno Munari, c’era una profonda amicizia.

CB – Entrando allo Studio Museo, oggi Fondazione Castiglioni, si ripercorre guardandosi intorno, immersi in un’atmosfera piacevole e familiare, buona parte della storia del design italiano. Quando è nata l’idea di far nascere la Fondazione e quali obiettivi si pone? Quali sono le attività della Fondazione Castiglioni?

GC – Il periodo di collaborazione con la Triennale di Milano ci ha permesso di aprire le porte dello studio al pubblico e avviare il lavoro di digitalizzazione del materiale di archivio. Dal 2006 ad oggi lo Studio Museo Achille Castiglioni ha ospitato più di 32.000 visitatori, quindi abbiamo deciso di proseguire con il lavoro iniziato costituendoci in una Fondazione, che meglio ci permette di portare avanti i nostri progetti culturali e continuare ad ospitare curiosi e progettisti. Lo scopo della Fondazione è quello di diffondere il lavoro di mio padre tramite diverse iniziative.

Attualmente stiamo rimettendo in produzione alcuni progetti storici di Castiglioni, realizzando delle riedizioni, che, a volte, differiscono dai prototipi originali per alcuni dettagli o materiali, ma mai modificandone l’essenza.

La nostra è un’attività culturale a tutti gli effetti. Inoltre prepariamo, riportando alla luce progetti del passato, e avendo il supporto di alcune aziende che ci fanno da sponsor e partnership, dei percorsi espositivi per i visitatori, così da raccontare pian piano Achille Castiglioni attraverso il suo stesso lavoro.

FondazioneAchille Castiglioni - Stanza tecnigrafi con visitatori

FondazioneAchille Castiglioni – Stanza tecnigrafi con visitatori

CB – C’è un rapporto tra le attività della Fondazione e i principali eventi della città di Milano? Quali per esempio le iniziative dell’ultimo Salone del Mobile 2013 e per il futuro?

GC – La Fondazione Castiglioni è situata in una parte storica di Milano, quindi inevitabilmente assorbe e recepisce quello che nella città stessa accade. Durante il Salone del Mobile, che si è appena concluso, abbiamo avuto il piacere di ospitare in 7 giorni, circa 1700 visitatori.

La Fondazione ha partecipato all’evento con tre iniziative: presso lo studio-museo ha accolto la riedizione della poltrona CUBO, realizzata oggi da Meritalia. Con questo progetto del 1957 Achille Castiglioni ed il fratello Pier Giacomo proponevano una nuova seduta, sperimentando nuovi materiali per l’arredamento.

Sempre durante la settimana del Salone abbiamo realizzato la mostra Idee nell’aria dedicata ai tanti progettisti che hanno partecipato al concorso indetto nel 2012, per il nuovo logo della Fondazione.

Nella stanza dei tecnigrafi si è reso omaggio ai numerosi designer e grafici under 35 che hanno partecipato al concorso, attraverso un allestimento leggero e pieno di speranza nel futuro. I loghi selezionati sono stati appesi a palloncini colorati, poi liberati in volo durante l’ultimo giorno del Salone. Ogni designer, visitatore o amico della Fondazione ha lanciato, fuori dalla Fondazione, in strada, il proprio palloncino con attaccato un logo, oppure un’idea o un desiderio sperando che questi vadano verso un futuro pieno di possibilità.

Fondazione Achille Castiglioni - Idee nell' aria

Fondazione Achille Castiglioni – Idee nell’ aria

Fondazione Achille Castiglioni - Idee nell' aria

Fondazione Achille Castiglioni – Idee nell’ aria

Rimane esposto al pubblico il logo vincitore realizzato da Davide Soldarini e Mattia Castiglioni di casostudio con i quali stiamo già lavorando a nuovi progetti e che ci aiutano per tutta l’immagine coordinata legata al Museo.

LOGO - Fondazione Achille Castiglioni

LOGO – Fondazione Achille Castiglioni

Con Lorenzo Damiani, la Fondazione è presente alla nuova esposizione del Triennale Design Museum e con Beppe Finessi, al Salone Satellite, in una mostra che ha celebrato la passione di Achille Castiglioni per gli oggetti anonimi.

Per i prossimi mesi, la Fondazione continuerà con il programma di incontri Giovedì dai Castiglioni ed è e vuole essere aperta al futuro, a nuove sinergie e alle nuove generazioni di progettisti.

CB – Domanda di rito: cos’è per te una cosabella?
GC – Se riesco a consegnare un piccolo Castiglioni ad ogni visitatore, questa è la mia cosabella!

Tutte le immagini sono state gentilmente concesse dalla Fondazione Achille Castiglioni.

Studio Museo Achille Castiglioni

Piazza Castello, 27
20121 Milano

tel: 02 805.3606
fax: 02 805.3623

e-mail: info@achillecastiglioni.it

per costi ed orari, cliccate qui.