Follia_Cosebelle_01

 « Le donne romantiche, riflettei. Non pensano mai al male che fanno in quella loro forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà. »

Patrick McGrath scrive un romanzo e un thriller che può essere letto con l’occhio di un pazzo o – che poi non è così diverso – con l’occhio di un innamorato.

Follia” è l’azzeccato titolo di un libro, pubblicato da noi per Adelphi, che viaggia sul sottile filo di nylon che separa l’esperienza dell’innamoramento da quella della malattia psichiatrica, lì dove il confine si fa più sottile e si può tagliarsi, o morire dissanguati. Il narratore, psicoanalista di un manicomio criminale, assiste con crescente interesse alla nascita e al declino della storia d’amore tra la moglie di un suo collega e un affascinante paziente, macchiatosi in passato di un efferato delitto passionale.

Il tradimento, nato con la leggerezza d’animo di chi desidera evadere dalla routine di un matrimonio finito, si trasforma in ossessione sessuale e in delirio. Un delirio, che in una certa misura, ci coinvolge tutti, consegnandoci ad una crescente inquietudine, quando mostra la sua parentela con l’amore. Questo amore, che nasce anch’esso sempre da una sospensione del raziocinio e del giudizio, da una cecità provvisoria che eleva il suo oggetto al di fuori della realtà, ed è la forma di follia socialmente più diffusa.

Eppure via via che si legge viene da chiedersi se non è solo per merito del caso se siamo qui, onesti e liberi, magari infelici ma salvi, poichè ci siamo innamorati di un bugiardo, di un traditore, di un vigliacco…e non invece di un assassino. Che prezzo chiede l’amore, che ci rende schiavi dell’istinto, preda della paranoia, assuefatti come tossici ad una droga di carne? Che cosa siamo disposti a fare in suo nome, quale umiliazione, quale grande impresa, quale follia?

Nessuno può dirsi davvero al sicuro quando si tratta d’amore. Siamo tutti sul lettino, medici e pazienti, innamorati e assassini.