Opere di: Otto D’Ambra

Si è conclusa la scorsa settimana la Florence Tattoo Convention, che ha festeggiato quest’anno (in grande stile, con tanto di mega torta nella giornata di domenica 5 novembre) la decima edizione.

La FTC è sicuramente una bella convention da visitare se avete un minimo di interesse nel mondo del tatuaggio in generale. Tanto per cominciare la location, la Fortezza da Basso, ha molti punti di forza: è a due passi dalla stazione ferroviaria, rendendo facilissima anche un’escursione in giornata in treno dalle città vicine; l’ambiente è molto spazioso, lo spazio tra gli stand è ampio e anche nei momenti di massima affluenza, tipo il sabato pomeriggio, la circolazione rimane fluida e l’ambiente assolutamente vivibile.

Le tattoo convention negli ultimi anni sono diventate un appuntamento sempre più trasversale e variegato dal punto di vista dell’intrattenimento e la FTC non è stata da meno, proponendo spettacoli per tutti i gusti: dai tradizionali tattoo contest, al bodypainting contest, spettacoli di artisti circensi, mostre fotografiche e artistiche, interessanti conferenze e proiezioni, angoli ristoro e relax, oltre agli immancabili concerti e DJ set fino a notte fonda. Le convention sono diventate anche il paradiso dello shopping: abbigliamento, gioielleria, cornici e stampe, libri, borse, tutto rigorosamente a tema tattoo. Provate a tenere il portafogli chiuso, se ci riuscite.

Baby fashion

Gioielli

Del resto anche il pubblico è diventato sempre più ampio: giovani e giovanissimi, non più giovanissimi, molte famiglie con bambini e moltissimi turisti che si sono trovati in città proprio nei giorni giusti e hanno colto l’occasione per una visita diversa dal solito.

Quest’anno a Firenze sono arrivati oltre 330 artisti dal resto d’Italia e da tutto il mondo, presentando una varietà di stili e tecniche davvero notevoli, con grande attenzione alle tecniche tradizionali: martelletto indonesiano, hand poke messicano, Irezumi giapponese, bacchetta thailandese, tecniche filippine e coreane. Davvero affascinante poter osservare queste tecniche dal vivo.

Tatuatore: Horien, tecnica: Irezumi giapponese

Tatuatore: Albar Tikam, tecnica: bacchetta thailandese

Anche quest’anno era presente in convention il Dr. Lars Krutak, antropologo culturale statunitense che ha dedicato buona parte della sua vita allo studio del tatuaggio. La sua missione, attraverso numerosi viaggi negli angoli più remoti del pianeta nel corso degli ultimi vent’anni, è quella di entrare in contatto con le relative tribù e documentare, per quanto possibile, le antiche tradizioni del tatuaggio tribale prima che queste vengano perse per sempre. Nel corso di questi anni di studio ha acquisito lui stesso diversi tipi di tatuaggi tribali: molti dei suoi viaggi e delle sue esperienze sono andate in onda in Tattoo Hunter, una serie televisiva nata in collaborazione con National Geographic e trasmessa da Discovery Channel.

Ancient Ink: The Archaology of Tattooing, Lars Krutak

In convention a Firenze ha presentato in anteprima il suo ultimo libro, Ancient Ink: The Archaeology of Tattooing. Si tratta del primo vero studio dal punto di vista archeologico applicato al tatuaggio e possiamo anticiparvi che sono state fatte scoperte davvero interessanti: si parla ad esempio di quello che si ritiene essere il più antico “tattoo kit” della storia, un set di cinque aghi d’oro (alcuni con occhiello, altri senza, utilizzati per tecniche diverse), rinvenuti in Siberia e risalenti al quarto secolo a.C.; questi aghi sono stati rinvenuti in una tomba femminile, ad indicare che probabilmente, come succede in molte altre culture tribali, anche lì fossero le donne a dedicarsi a questo tipo di attività.

Per quanto pensiamo di conoscere questa antica arte, la verità è che le radici più antiche sono ancora tutte da scoprire.

Set di aghi per tatuaggi in oro. Estratto da: Lars Krutak, Ancient Ink: The Archaeology of Tattooing.