Fino all’osso è un film tv disponibile su Netflix dal luglio scorso incentrato sui Disturbi del Comportamento Alimentare. Prendiamo spunto dal film per parlare di questo delicato argomento, analizzare i segni più comuni dell’anoressia e comprendere la diffusione di queste devastanti malattie psicologiche.

Al centro del film c’è Ellen (Lily Collins) una ragazza di vent’anni con il corpo e la mente consumati dall’Anoressia Nervosa. La sua vena artistica è ora messa in ombra dalla malattia e la sua vita risulta incentrata sugli ingressi e sulle uscite dai diversi centri di recupero. Siamo all’ultimo tentativo di cura: la casa famiglia diretta dal Dott. Beckham (Keanu Reeves) con un approccio meno tradizionale che favorisce delle relazioni autentiche fra i ragazzi.

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Fino all’osso mostra in modo molto realistico e giustamente drammatico quelli che sono i segni dell’anoressia:

  • la conta delle calorie, definito qui “asperger delle calorie”, ovvero la capacità di quantificare le calorie di tutti i cibi e quindi di tutti i pasti
  • la compulsività per l’attività fisica che si manifesta con gli addominali fatti di notte fino a ledere la spina dorsale sporgente
  • lo sminuzzamento del cibo a tavola
  • la magrezza eccessiva mostrata dalle costole in vista e dal colorito grigio del volto
  • i malesseri fisici che sfociano nel collasso se la ragazza si alza bruscamente in piedi
  • la convinzione di riuscire a tenere a bada da sola il disturbo

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Viene toccato chiaramente anche il tema della famiglia: l’assenza del padre, non è un caso che questa figura non compaia in tutto il film, e il trasferimento della madre in un altro stato con la nuova compagna ricordano che a volte la “fame di cibo” sia anche una fame di amore e di attenzione.

Fino all’osso si conclude con la teoria del toccare il fondo per risalire, ma risulta una soluzione un po’ troppo sbrigativa. In tutti i 107 minuti non ci si riesce ad affezionare a nessun personaggio e per questo il film nel complesso non coinvolge e non emoziona. Anche i temi più riusciti, che sono la rappresentazione della malattia e il confronto tra il gruppo di giovani, non riescono a rendere la complessità della malattia. Nonostante questo e malgrado il rischio altissimo di emulazione di alcuni comportamenti, penso che sia giusto guardarlo, consigliarlo e parlarne!

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Cosa è l’anoressia nervosa

Quello raccontato in Fino all’osso, e cioè l’anoressia nervosa, è un disturbo alimentare di natura psichiatrica in cui la persona riduce l’apporto alimentare a causa di una intesa paura di ingrassare nonostante essa sia sottopeso. C’è, infatti, alla base una anomalia nel modo in cui è percepito il proprio peso e la propria forma fisica.

In Italia lo 0,2-0,8% della popolazione è affetta da anoressia e l’1-2% da bulimia. Ma questi dati potrebbero essere sottostimati a causa della tendenza delle persone affette ad occultare il disturbo e ad evitare di parlarne o di cercare aiuto.

I disturbi alimentari esistono e sono più frequenti di quel che si pensi. Bisogna parlarne, riconoscerne i segni e consigliare alle persone affette da queste patologie di chiedere aiuto, senza alcuna vergogna. Solo così potranno affrontare fino a sconfiggere i difficili conflitti interiori.

A questo proposito segnalo la pagina web ufficiale del DCA in cui è possibile contattare un numero verde e cercare le strutture dedicate al trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare in ogni regione d’Italia.