filastrocche in facciata_cosebelle

Foto credits Ernesta Caviola

“(…) una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni…” (*)

“Cos’è quello?” – chiede il bambino seduto su un’auto in corsa-

“Il torrione di un castello!”  –risponde la mamma-

“E quelle cose più in là?” –ancora il bambino-

“Quelle sono le mura merlate del castello, servivano a proteggerlo” –aggiunge il papà-

Intorno a quelle parole -torrione, castello, mura merlate- ecco comparire immediatamente i profili di sovrani e di servi, di ambasciatori, di nani di corte e dame di compagnia; formule magiche e incantesimi trasformano l’abitacolo della vettura.


Leggere Gianni Rodari mi ha insegnato che tra tutte le parole esiste un “patto segreto di democrazia” e che l’immaginazione si nasconde ovunque, anche dentro a quei vocaboli in apparenza piccoli e discreti, come “apostrofo” o “zero”.

Anche a Casarza Ligure, in provincia di Genova, c’è una villa che racconta una storia: edificata agli inizi del ‘900, ha ospitato il presidio medico-chirurgico di zona. Dal 13 dicembre 2008 è diventata la “Casa della Cultura” di tutta una comunità, accogliendo al suo interno tre nuove funzioni: biblioteca, ludoteca e auditorium.

Copyright Ernesta Caviola

filastrocche in facciata_cosebelle

Copyright Ernesta Caviola

Artefice del riuscito progetto di riqualificazione è lo studio 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo, che ha agito senza negare l’impianto di forma quadrata della preesistenza e realizzando un intervento chiaramente identificabile come “contemporaneo”. Il sistema distributivo (scale ed ascensore) è stato collocato oltre, con la sagoma del manufatto storico: qui si incontra la “scala di Rodari”, un corpo distinto dalla villa che la contraddistingue, assolvendo sia ad un ruolo funzionale che a uno comunicativo. Su questo volume sono infatti riprodotte attraverso un lettering chiaro e gradevole alcune delle filastrocche di Gianni Rodari, cui l’edificio rende esplicito omaggio.

Copyright Ernesta Caviola

Copyright Ernesta Caviola

Interessante anche la soluzione scelta per l’ultimo livello dell’edificio, destinato ad auditorium con 147 sedute: qui l’assenza di tramezzature e la rimozione del sottotetto, ha dato vita ad un grande ambiente unico, nel quale la nuova copertura lignea conserva l’andamento originario delle falde di coperture.

Image courtesy of 5+1AA

Copyright Ernesta Caviola

Copyright Ernesta Caviola

(*) Gianni Rodari, “Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie”, Einaudi Ragazzi