Sono partita senza troppa convinzione per un viaggio di cui non conoscevo nemmeno le tappe. Il che è da me, non informarmi mai per paura di scoprire poi chissà che cosa. E mentre l’aereo stava decollando io provavo una sensazione strana, come se non fossi veramente io seduta su quel sedile, ma solo il mio corpo che si faceva condurre dagli eventi senza troppa consapevolezza, ma nemmeno opposizione.

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Mi ci vorrà un po’ di tempo per mettere in ordine tutto, magari ho solo bisogno di silenzio e onestà.
Perchè quando ti trovi davanti a cose così grandi da farti mancare non il solito fiato, ma i pensieri, soprattutto quelli che non ti mollano mai, allora qualche considerazione sei obbligato a farla.
Quando senza niente di familiare a portata di mano ti ritrovi felice in mezzo a esistenze così lontane da te e nonostante ciò, così in sintonia scatta qualcosa: un colpo di fulmine per una vita che non è la tua,ma in qualche modo fa parte di te.
Non ho intenzione di raccontarvi il mio viaggio (anche se vi assicuro avrebbe aneddoti surreali), ma solo quel momento in cui sono stata improvvisamente felice.
Ero in Patagonia a El Calafate e come ogni giorno seguivo senza la possibilità di poter dire la mia, un gruppo di persone che non conoscevo per nulla.
Forse però, quella assenza di potere decisionale, che tanto fatica mi costava, era quello di cui avevo bisogno.
Un giorno qualunque verso le quattro del pomeriggio i miei compagni di viaggio hanno deciso di fermarsi in una Estancia per pranzo e io,probabilmente senza nemmeno notare la bellezza di quello che mi circondava, li ho seguiti.
Dopo pranzo il gruppo ha deciso di partecipare a una cavalcata, e io ho ovviamente ho accettato senza alcuno slancio emozionale; era sempre e solo il mio corpo che andava, il resto chissà dov’ era, probabilmente ancora in Italia.
Mi hanno fatto montare un cavallo così pigro che la sua andatura mi ha costretto a rimanere sola, distante dagli altri e in quel momento ho alzato lo sguardo e mi sono resa conto di essere veramente felice.
Mi sono messa a ridere, a respirare, a parlare al cavallo e finalmente a guardarmi intorno.

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Era la cosa più bella che io avessi mai visto in vita, era così immenso, così intenso, così maestoso che tutto il resto è sparito in quell’istante.
Mi sono sempre chiesta se ci fosse un antidoto a tutti i miei brutti pensieri e a tutte le mie paure e adesso so che la natura è più forte, che gli animali, la libertà e la pace lo sono, e io in quel momento mi sono sentita come se fossi l’ultimo tassello di quel meraviglioso puzzle.
Forse la mia vita milanese non mi calza poi così a pennello perchè pur sforzandomi di ricordare un giorno come quello vissuto in Argentina, io non lo trovo.
Forse questa non è esattamente la mia vita, forse un giorno tornerò a El Calafate o forse no, ma di sicuro il mio è stato un Arrivederci.
Al momento però il mio lavoro è la stylist, perciò tornata alla solita routine ho cercato nei vestiti qualcosa che m ricordasse quella cavalcata e forse qualcosa c’è…

Valentino prefall 2015

Valentino prefall 2015

Valentino prefall 2015

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C’è anche quel cielo di notte…

Valentino prefall 2015

Valentino prefall 2015

Preferivate la Patagonia? Forse, ma nella vita c’è un tempo per tutto,basta avere un minimo di sincerità con se stessi e un po’ di coraggio. Chissà che cosa succederà…forse chi ha più coraggio se la gode di più questa vita…