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Non sono ancora pronta per tutto il laminato che verrà. Che è già tra noi.

Chiudo gli occhi e fingo di non vederlo, di non sapere che sarà come essere immersi nel bagliore natalizio per tutta la primavera (e parte dell’estate, almeno finché il mondo non si ribellerà).

Iniziamo l’anno con semplicità, pulizia, candore. Iniziamo l’anno di Walking in My Shoes con un brand che a prima vista può ingannare: lo vedi e pensi “io so da dove vieni, ce l’hai scritto addosso”. E invece no. Quello che ha tutta l’aria di essere un prodotto dallo stile nordeuropeo si rivela provenire dall’altra estremità del mondo, l’Australia.

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Feit è una gioia per gli occhi di chi sa apprezzare l’essenzialità ma anche una piacevole scoperta per alcune piccole particolarità che rendono unico questo brand. I fondatori di Feit sono due fratelli che hanno equamente contribuito a sigillare gli elementi di base del brand, uno con la propria indole stilistica mentre l’altro con la propria determinazione a mantenere la produzione a basso impatto ambientare ed il più possibile sostenibile. L’orgoglio di questi due fratelli si concretizza in scarpe realizzate in pelle conciata al vegetale, tomaie per quanto possibili intere (meno cuciture possibili e quando servono sono realizzate a mano) e l’indistruttibile costruzione Goodyear.

Non tutti lo sanno ma le scarpe vengono solitamente lasciate in forma 12-24 ore. Non queste: i fratelli Price le lasciano in forma 10 giorni, costantemente umidificate a dovere affinchè il cuoio prenda bene la forma, il pellame si tenda gradualmente e di conseguenza la morbidezza diventi il marchio di fabbrica.

Ho lasciato l’aspetto migliore alla fine, come un buon dolce al termine di un pasto perfetto: non solo queste scarpe sono maniacalmente seguite passo passo dallo studio fino ai dettagli della realizzazione, sono anche prodotte in quantità limitate (60 paia per articolo/variante) e timbrate nella linguetta interna con il numero progressivo, la data e la firma dall’artigiano che le ha realizzate. Una scarpa che è un’opera d’arte.

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