«Quella che vedrete è una storia vera – I fatti esposti sono accaduti nel 2006 nel Minnesota. Su richiesta dei superstiti, sono stati usati dei nomi fittizi. Per rispettare le vittime tutto il resto è stato fedelmente riportato.» Così si apre Fargo, nuovissima creatura targata FX, che ha preso il via in USA il 15 aprile. La storia narrata, in realtà totalmente fittizia, è quella di Lester Nygaard, un assicuratore timido e mansueto, vittima di critiche e soprusi da parte di ex compagni di scuola e familiari. Un bel giorno Lester esplode e finisce per farsi travolgere in un turbine di morte e violenza dal killer solitario Lorne Malvo. Sarà la giovanissima e intraprendente agente Molly Solverson, a seguire con tenacia le tracce lasciate dall’insolita coppia di criminali.

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Facciamo un passo indietro. E’ il 1996 quando al Festival di Cannes viene presentato in concorso Fargo, un film scritto e diretto da Joel e Ethan Coen, due fratelli americani ancora poco conosciuti al grande pubblico. L’opera, che prendeva il nome della cittadina del Nord Dakota in cui si svolge parte del bizzarro intreccio, ottenne immediatamente un’ottima accoglienza vincendo una serie infinita di premi (fra cui premio della Giuria a Cannes, varie nomination ai golden globe, due oscar nel 1997 ecc…), che contribuirono alla popolarità dei due registi. Da allora, infatti, i fratelli Coen hanno sfornato un cult movie dopo l’altro, riuscendo nella straordinaria impresa di ottenere sempre il favore del pubblico e quello della critica.

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Oggi Fargo è il titolo di un nuovo show televisivo che tratta il film originale dei Coen (qui nelle vesti di produttori) come un punto di partenza, un’ispirazione per mettere in scena una vicenda completamente diversa. A essere molto simili sono invece le atmosfere, l’ambientazione e lo stile del racconto. A far da sfondo alla storia ritroviamo, infatti, la stessa America innevata del film, un’ America marginale, immobile e violenta, popolata da personaggi buffi e grotteschi, le cui azioni determinano lo sviluppo di una trama quasi improbabile. Ritroviamo inoltre lo stesso equilibrio perfetto tra drama, crime e feroce ironia che aveva reso Fargo un esempio perfettamente riuscito di dark comedy.

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Impeccabili anche la messa in scena, la scrittura dei dialoghi e la scelta del cast. A vestire i panni di Lester Nygaard è stato chiamato il bravissimo Martin Freeman, noto ai più come Watson in Sherlock (BBC) e Bilbo Baggins ne Lo Hobbit. L’attore inglese, qui non solo sfodera un perfetto accento yankee, ma riesce a calarsi perfettamente nel ruolo dell’uomo comune per antonomasia: “il borghese piccolo piccolo” inetto e insoddisfatto della propria vita, ma totalmente incapace di cambiarla. Nella parte del cattivissimo e indecifrabile Lorne Malvo troviamo invece Billy Bob Thornton, divo alternativo di Hollywood, che dopo anni di lunga assenza, è tornato finalmente alla ribalta con un ruolo che gli è assolutamente congeniale.

Fargo: più che una serie un lunghissimo film indipendente di 10 ore (parola dello showrunner e sceneggiatore Noah Hawley), ennesima conferma che il piccolo schermo non è mai stato così grande!

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