Qualche settimana fa avevamo accennato al clamoroso ritardo nella nomina del curatore del Padiglione Italia alla 13 Mostra Internazionale di Architettura.
Nello scalpore mediatico generato dall’assenza di un incaricato, a reagire in modo particolare era stato Luca Diffuse, affascinante architetto romano deciso a sfruttare il ritardo come una possibilità progettuale inattesa. Ipotizzando l’inclusione di luoghi ed esperienze marginali, Diffuse aveva dato il via al progetto di scrittura collettiva “Sentimenti e progetti per il padiglione italiano”, una piattaforma all’interno del blog Normale che fungeva da dispositivo di comunicazione per il Padiglione Italia. Un’episodio scemato (o forse esauritosi?) con l’affermarsi della curatela di Luca Zevi.


Luca Diffuse | “Fare altre cose”

Nei giorni di apertura della Biennale, Diffuse ci ha raccontato dell’ esperienza narrativa che è stato invitato a proporre per il Padiglione Italia: un video ad alto contenuto poetico, intitolato “Fare altre cose“. La bellezza nodosa dell’esile eppure nerboruta musa protagonista del video, è il tramite attraverso cui l’autore indaga l’ambiente naturale che avvolge i corpi, quel volume di relazione di cui gli architetti dovrebbero sempre più (pre)occuparsi. E nel candore indefinito dello spazio delicatamente inciso da elementi naturali, protagonista muto del video, siamo noi stessi spettatori a rifletterci.

Fare altre cose
Padiglione Italia, 13. Mostra Internazionale di Architettura
Tese delle Vergini, Arsenale
29 Agosto 2012> 25 Novembre 2012

Un grazie speciale a Luca Diffuse.

A cura di Giulia Milza & Valentina Silvestrini