Se vi chiedessimo cosa è il Roller Derby sapreste rispondere? L’ultimo appuntamento di EVERYDAYDREAMER IN EVERYDAYLIFE con SUN68 vi farà entrare in un mondo meraviglioso fatto di sudore, fatica, pattini e spirito di squadra. Le protagoniste dell’ultima intervista sono le Harpies – Roller Derby Milano, una squadra composta da donne non convenzionali, forti e determinate che in esclusiva per Cosebelle ci raccontano di uno sport appassionante e duro, per agoniste vere. Oggi vogliamo raccontarvi dei sogni che si conquistano con la determinazione e l’allenamento, quelli che si costruiscono giorno per giorno, con costanza.

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Cosebelle Magazine: Chi sono le Harpies? Raccontateci del progetto Harpies-Roller Derby Milano e delle ragazze che vi partecipano.
Tina Carabina (Valentina): Le Harpies sono una delle prime squadre di Roller Derby nate in Italia. Il team è totalmente gestito dalle atlete che ne fanno parte ed è nato all’inizio del 2012 da un sogno che è diventato presto una necessità: giocare a Milano. Abbiamo creato la squadra partendo da zero, senza sapere bene da dove iniziare. Avevamo visto solo qualche video su Youtube, non esisteva una palestra adatta e facevamo fatica a trovare delle compagne ma non ci siamo arrese. Abbiamo affrontato il nostro “fresh meat training“, superato il “minimum skills test” richiesto dalla WFTDA (Women’s Flat Track Derby Association) e ora la squadra conta 18 skaters e una decina di nuove fresh meat. Siamo un gruppo affiatato composto da ragazze molto diverse l’una dall’altra. Studentesse, impiegate, artigiane, fioriste, mamme, minute o possenti, ex pattinatrici di artistico e bulldozer; donne all’apparenza comuni che si trasformano in atlete forti e coraggiose sul track. Siamo gladiatrici della porta accanto!

CB: Cosa è il Roller Derby?
TC: Il Roller Derby è uno sport prevalentemente femminile. Su un circuito ovale si affrontano due team, ognuno formato da quattro blocker e una jammer. Le blocker di entrambe le squadre pattinano insieme in una formazione serrata, il pack. Le jammer partono dietro di loro e devono farsi strada, segnando un punto per ogni avversaria sorpassata. Ci sono molte regole e non tutto è ammesso per ostacolare le proprie avversarie; pur essendo uno sport di contatto è estremamente pulito e a fine partita si respira un’aria di “sorellanza” tra atlete che pochi minuti prima si sono colpite con forza. È questo il bello, si inizia per curiosità, per passione sportiva e ci si ritrova a far parte di una comunità, di un movimento. Il Roller Derby è più di uno sport: è un sogno collettivo, il luogo ideale dove diventare la migliore versione di se stessi.

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CB: Cosa sognano le Harpies per il Roller Derby in Italia?
TC: Il Roller Derby italiano è una realtà in costante crescita, negli ultimi due anni siamo passati da zero a circa 14 squadre presenti sul territorio. È un fenomeno vitale che proprio quest’anno tocca una tappa fondamentale: la costituzione della Lega Nazionale Roller Derby e del Team Italy, la squadra che ci rappresenterà ai mondiali di Dallas a dicembre.
Electric Lemon (Elena): Noi Harpies lavoriamo per far conoscere questo sport e da sempre aiutiamo le altre squadre a crescere organizzando allenamenti aperti, test e scrimmage. Nell’ultimo anno abbiamo viaggiato un po’ per tutta Italia e cerchiamo di diffondere nel miglior modo possibile gli ideali del Roller Derby che non è una moda ma uno sport vero.

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CB: Cosa sognano le Harpies per la propria carriera sportiva, come squadra, ma anche come singole atlete?
TC: L’obiettivo comune è quello di diventare una squadra competitiva a livello europeo; la strada è lunga ma di energia ne abbiamo tanta, ce la faremo.
No Brain No Pain (Neno): Siamo ragazze “coi pattini per terra”, ma come squadra pensiamo in grande. Il mio personale sogno è quello di avere coraggio e forza necessari per migliorare costantemente. Spero che il Roller Derby mi segua ovunque mi porti la vita, perché in qualsiasi luogo io decida di vivere so che ci sarà una squadra pronta ad accogliermi e farmi sentire a casa.

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CB: Come si conquista un sogno? Parlateci dei vostri allenamenti, delle gare, delle trasferte, della competizione, di come lavorate per realizzare i vostri sogni di squadra.
TC: Non ci sono desideri impossibili ma servono dedizione e sudore. Questo non è uno sport che fai nei ritagli di tempo. Il Roller Derby è una passione, è come avere una relazione sentimentale con qualcuno che ti chiede di migliorarti costantemente. A volte vorresti strozzarlo ma quando vedi dove sei arrivata e quanto ti ha reso forte gli sei grata.
NBNP: Un sogno si conquista ogni giorno, poco alla volta. E’ importante allenare seriamente corpo e mente, non risparmiare le forze e non demoralizzarsi. La chiave per migliorare è l’equilibrio: conoscere i propri limiti, accettarli e ricavarne un punto di forza.
Voodoo Doll (Anna): Ci alleniamo due volte la settimana ma in realtà ci dedichiamo al Roller Derby tutti i giorni, anche senza pattini. Non ci sono solo muscoli e abilità da costruire; c’è da rendere forte un movimento intero, già molto ben strutturato all’estero ma neonato in Italia. Fare una partita con un’altra squadra è un emozione grande, anche semplicemente per essere riuscite ad organizzarla. A maggio abbiamo fatto due bout a Milano (10/05, 14/06), a Giugno il terzo (28/06), i primi in Italia.
EL: Ci teniamo in contatto con le altre squadre e ci spostiamo spesso per giocare. Le trasferte sono i momenti che preferisco; cantiamo canzoni assurde, pianifichiamo eventi mangiando quantità infinite di caramelle e risolviamo malumori.

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CB: Domanda EVERYDAYDREAMER! Cosa sognate ad occhi aperti?
EL: Voglio essere stimata come atleta e voglio il meglio per le Harpies. Non avevo mai fatto sport di squadra ma da due anni se mi chiedono “dimmi una cosa bella”, rispondo “le mie ragazze”.
VD: Mi capita di immaginarci giocare contro le squadre più forti d’Europa ma molto più spesso mi emoziono pensando alla nostra futura partita in calendario, giocata al meglio delle nostre possibilità e vissuta come una squadra unita e che si vuole bene.
NBNP: Sogno di essere me stessa al cubo, di essere ricordata, di guardarmi indietro e pensare: “Per fortuna che quella sera del lontano 2012 ho deciso di andare a vedere un allenamento delle Harpies, la mia vita non sarebbe stata la stessa altrimenti”.
TC: Il mio desiderio è che il Roller Derby diventi così diffuso da poter essere praticato in ogni città, a ogni livello e a qualsiasi età. Tra qualche anno le ragazzine potranno decidere di stare su un track come oggi scelgono tra la pallavolo e la danza. Abbiamo bisogno di donne sicure di se stesse e questo sport è un ottimo modo per diventarlo: l’emancipazione corre più veloce con otto ruote sotto i piedi.

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Nelle foto di questa intervista le Harpies indossano un abito in felpa leggera grigio chiaro con stampa a pois blu indossato sopra una polo verde; una T-shirt alla marinara con sottili righe rosse e bianche e un paio di shorts con stampa a pois;  un morbido abito in cotone fucsia e, infine, una camicia a righe in cotone e un paio di short color crema.

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Le Harpies sono su Facebook e sul loro sito web ufficiale.

Intervista a cura di Alessia Ragno | Fotografie di Alessia Marchioro

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Maria Vicini | Vinil | giuli&giordi