Quando la resina vale.

La giovane designer australiana Elke Kramer è un’artista a tutto tondo e da diversi anni i suoi lavori sono considerati un fiore all’occhiello del design, venduti da Colette e da Opening Ceremony, giusto per nominarne due a caso.

Figlia di artisti, lei è una vera e propria artigiana del gioiello che ha iniziato questo lavoro collaborando con amici che avevano delle linee di abbigliamento indipendenti. Una coloratissima Alice nel paese delle meraviglie modernista e geometrica, che gestisce tutta sola la propria maestria anche come grafica, illustratrice e art director (per Russh, Yen, Nylon, Dazed and Confused Japan) nella sua base operativa di Sidney. La sua è una estetica unica, ispirata a pattern art-deco, tribali e futuristi, che ama tenere saldamente legati assieme in pezzi ogni volta differenti e il cui risultato è qualcosa di inusuale e a mio avviso pazzesco. Essa stessa dice del suo stile: “Maximal, eclectic and flamboyant… a symphonic explosion of clashing patterns, styles and eras.” Capito no? La collezione per l’estate 2011 si chiama “The shake of Ophelia” e ha rimandi fortemente etnici soprattutto all’Africa. Uso di resine color ambra e sfumature dall’avorio all’ottanio. Dalla Danimarca all’Africa passando per l’Australia… Praticamente un capolavoro. Come tutte le altre collezioni.