Quattro parole, tre amici, due chiacchiere, un’intervista.

“Meno, ego, più, eco” sono parole semplici, così essenziali nella loro importanza che le capirebbe anche un bambino. In questo caso, il bambino in questione potrebbe essere in procinto di sgranocchiare una cucchiaiata di latte e cereali, perché non stiamo parlando solo di ecologia, ma anche di tavola. Di tovagliette, a dire il vero: quelle in cotone create da Due mani non bastano, studio grafico (e non solo) di Milano, con cui per l’occasione ho avuto il piacere di fare due chiacchiere, seppur telematiche. E visto che nel loro progetto non c’è solo il + eco, ma anche il – ego, decido di mettere in pratica l’insegnamento e lasciare a loro la parola.

CB: Prima di tutto le presentazioni: chi è e cosa fa Due mani non bastano?
D: Due mani non bastano è uno studio formato da tre amici. Insieme esploriamo il mondo della grafica e dell’illustrazione lavorando su progetti molto diversi e in cui le nostre diverse attitudini riescono ad esprimersi. Progettiamo l’identità aziendale, il packaging di prodotto, libri per bambini, siti internet, etc.

CB: Come nascono i vostri progetti? Vi mettete tutti intorno a un tavolo a fare brainstorming o sono frutto di ispirazioni che vi vengono singolarmente e che condividete?
D: I progetti senza una committenza sono certamente frutto delle ispirazioni individuali che portiamo nel percorso di ricerca dello studio, che condividiamo ed insieme elaboriamo. Ovviamente anche i progetti elaborati per i nostri clienti nascono dalle nostre ispirazioni e dalla ricerca dello studio… la differenza è che questi hanno tempi di maturazione più veloce! I nostri progetti sono molto più lunghi. Vedi -Ego + Eco. Erano due anni che ce l’avevamo in mente e cercavamo di dargli la “nostra forma”.

CB: Infatti, il vostro nuovo progetto si chiama -ego+eco, volete darci qualche anticipazione?
D: Less ego More eco è un progetto che vuole raccontare, con quattro semplici parole e con delle illustrazioni, un pensiero positivo e propositivo nei confronti della natura, delle persone, del presente e del futuro che ci aspetta. Per il momento questi messaggi verranno veicolati attraverso delle tovagliette per la tavola, per avere sotto gli occhi ogni giorno questi promemoria importanti.

CB: Dove si potranno comprare le tovagliette e dove potremo trovarle nei prossimi mesi?
D: Per il momento le trovate in vendita esclusivamente nel nostro shop on-line. Ad aprile verranno presentate, durante il Fuori Salone, ad un evento che si preannuncia molto ricco e divertente: Kids Room Zoom.
E poi stiamo valutando le proposte di alcuni negozi… speriamo di avere presto delle belle novità!

CB: Avete da poco aperto uno shop online: cos’altro ci potremo trovare? Avete in mente altri progetti come questo?
D: Dobbiamo andarci piano! Fosse per me (Uila) farei un bazaar, riempirei lo shop di oggetti fatti da noi. Tutti e tre amiamo il lavoro artigianale e ognuno di noi sa lavorare dei materiali diversi… quindi farei più linee, più materiali  e più prodotti! Ma devo frenarmi, di conseguenza troverete sicuramente altre tovagliette e poi chissà… altri prodotti per la casa.

CB: Molto spesso il vostro lavoro ha a che fare con l’ecologia e l’etica: la grafica di Fa’ la cosa giusta, per esempio o le illustrazioni per le Onlus. Cosa fate voi per essere meno ego e più eco?
LONGA: Credo che il fatto di essere nati e cresciuti lontano dalla città a contatto con la Natura (io sono di Verbania, Ilaria di Verona e Nicolò di Biella), ci abbia in qualche modo “formato” verso i temi dell’ecologia. Una volta conosciutici a Milano ci siamo in qualche modo confrontati con la nostre esperienze di crescita rispetto alla vita in città. Ci piace molto il rapporto fra le persone che si ha nei paesi o nei piccoli centri dove siamo cresciuti. In queste situazioni spesso la professionalità di una persona coincide con la credibilità della persona stessa. Diciamo che ci piace pensarci come “artigiani della creatività”. Forse sto andando fuori tema? Era per dire che essere -ego significa per me, e per noi, instaurare dei rapporti di collaborazione sincera e di confronto con gli altri, anche sul lavoro. E poi faccio tutte quelle cose che tanti di noi fanno: la raccolta differenziata, vengo al lavoro in bici o con i mezzi pubblici, cerco di acquistare cibi di stagione e possibilmente a km zero,…
UILA: Uso pochissimo la macchina, al lavoro ci vado con i mezzi e con la bella stagione in bici. Faccio  un’attenta raccolta differenziata, compro frutta e verdura di stagione e possibilmente nelle cascine intorno a casa. Ci tengo a dire però che Less ego More eco non è solo l’attenzione verso l’ambiente. Per noi il messaggio è da intendere anche nei confronti delle persone. Avere un atteggiamento più costruttivo e positivo verso gli altri. Per render l’idea, le prossime tovagliette potrebbero essere: + SORRISI / – FACCE INCAZZOSE
NAIGEL: In sintesi, cerco di rafforzare sempre di più i valori di rispetto e responsabilità che mi sono stati insegnati da piccolo e in cui credo.

CB: Voi vi occupate di illustrazione e grafica: come è nata l’idea di produrre proprio una serie di tovagliette? È venuta prima l’idea di dire qualcosa sull’ambiente o prima la voglia di creare un oggetto particolare?
D: Sicuramente è venuta prima la voglia di comunicare il messaggio che avevamo in mente da almeno un anno. Poi abbiamo pensato a come si poteva comunicare. Per noi era importante trovare un modo semplice e familiare. Veicolare un messaggio attraverso un’illustrazione, su un supporto così comune che tutti i giorni viene utilizzato nelle case di tante persone ci è sembrato molto adatto. E poi cercavamo un supporto che ci permettesse di creare un prodotto artigianale. Tutto è fatto a mano da noi, a parte la stampa (che è stata curata dal bravo Andrea Baldelli).

CB: Il meno e il più sono i simboli forti delle vostre tovagliette: a parte lo smog e il rumore, cosa vorreste di meno e di più a Milano? E in Italia? E nel mondo?
L: A Milano: -auto / +attenzione alla sostenibilità. In Italia: -disinteresse per le regole / +visione. Nel mondo: -violenza / +rispetto per la diversità
N: A Milano vorrei che le persone corressero di meno e si godessero di più il tempo. In Italia vorrei meno sprechi e più senso di responsabilità e nel mondo non saprei… direi qualcosa di troppo utopico.
U: A Milano vorrei + sorrisi e negozi – costosi. E se possibile anche + verde e + parcogiochi. In Italia + responsabilità e – intolleranza. Vorrei lo stesso per il resto del mondo.

CB: Visto che siamo su Cosebelle: quali sono le cosebelle che vi ispirano o di cui non potreste fare a meno?
L: Prima di tutto la musica. Non manca mai e spesso è lo stimolo a immaginare colori e atmosfere. Poi, sicuramente, il contatto con la natura: è pedalando o correndo che di solito mi vengono le idee migliori. Per ultimo, non per importanza: lo studio (nel senso della conoscenza). Credo sia fondamentale mantenersi curiosi verso ciò che ci circonda e approfondire sia temi legati strettamente al lavoro che le passioni da tempo libero.
N: La natura, tutta. Da una farfalla con i suoi mille colori a una imponente montagna con il suo profilo netto e squadrato.
U: Senza dubbio la natura, in particolare mi ispirano le texture che si possono osservare nella vegetazione. Poi, le domande che mi fanno i bambini quando faccio i laboratori di colore. E certamente la moda.

CB: Ultima domanda: cosa non potrebbe mai mancare sulla vostra tavola – e ovviamente sulla vostra tovaglietta?
L: Biscotti!
N: un bel piatto di pasta e una bella torta 😉
U: Caffè e biscotti!