Phototeca: STUPRI VILLANI & RISPETTOSI BORDELLI

“Fisico o morale ricordati sempre che la vittima potrebbe essere TUA MADRE.”

Inizia citando una cartolina d’epoca, il numero dedicato allo stupro e ai bordelli di Phototeca, che, attraverso un archivio ordinatamente confuso d’immagini e testi, insiste nel puntualizzare l’enorme differenza tra la violenza sessuale come significato semantico e la sua rappresentazione nel corso dei secoli; i luoghi privilegiati del terribile affronto, il violo nella prima e seconda guerra mondiale, l’oltraggio sessuale come senso di colpa dell’autore delle immagini, la ballata della vivandiera.

La seconda metà della rivista tratta invece l’insistente storiografia del bordello, che definisce: “l’utopia frustrata dalla nostra fede, nella possibilità di liberazione dell’amore nell’onesto baratto col denaro”; attraversando con passo pesante le case chiuse, le malattie veneree, le madri-mezzane, concubine, cocottes ed editori “puttane”.

In queste pagine, tra i brillanti testi dal taglio sociologico, riecheggia più volte il nome dell’ideatore della rivista: Ando Gilardi, un personaggio decisamente particolare che per decenni, attraverso diverse pubblicazioni e mostre, si è occupato d’immagini dal forte impatto visivo.
Phototeca, la sua creatura più nota, uscì per la prima volta nel 1980 con “Ladri puttane & poco di buono”, con la semplice intenzione di trasportare in un fascicolo quella che poteva essere la sezione di un archivio immagini ben organizzato e descritto.

La pubblicazione ebbe un tale successo da dover essere rimandata in stampa in breve tempo e successivamente proseguire la serie con un’altra trentina di corposi numeri monografici in uscita trimestralmente. In totale la rivista pubblicò oltre 20.000 immagini, accompagnate da brevi saggi.
Ando Gilardi dice a riguardo della sua fine: “Morì perché era troppo intelligente, non lo era egualmente l’editore…”