Olympic Games.

Valentina Ascione distende un pensiero puntuale e infinitamente vasto su otto cartoncini, manifestando il suo modo, meraviglioso, di vedere le cose. Utilizzare il colore nella sua corposità lavorando con telai serigrafici e utilizzare il materiale non solo come supporto, ma come parte attiva del progetto grafico, significa possedere coscienza di quello che si sta facendo. Non la grafica come valore estetico aggiunto, non la grafica nel suo uso incosciente moderno, non la grafica trend che ha rovinato il pensiero visuale, ma la grafica come metodo progettuale, come semplice descrizione della realtà, come sottrazione e riduzione della complessità del mondo.

E’ un grumo di speranza Olympic Games, un invito al pensiero consapevole, al ragionamento, a progettare le cose, a farle andare nella direzione giusta, piuttosto che lanciarle disorientate senza conoscerne il perchè, né il come. Olympic games è la perfezione disarmante di un metodo che porta, attraverso il ragionamento, a un risultato incantevole. Pochi elementi nella loro giusta posizione, si declinano nelle pagine in due colori rappresentando otto discipline olimpiche. Niente di più. Una delicata sintesi che ci fa incollare gli occhi alla carta.

Olympic games è una tale sensazione di libertà, che fa provare un leggero senso di vertigine.