Tavole imbandite.

Non so se è un’usanza tipica di alcune regioni d’Italia concentrate in quella zona più vicina alla Grecia che alla Svizzera, per non dire usanza del meridione, ma noi alle tavole imbandite, strabordanti di cibo e parenti di 8° grado ci nasciamo. E la designer Kim Bentley ha pensato bene di comporre, quasi come in una infinita tavolata, un libro che raccoglie fotografie di cene, pranzi, feste, battesimi, compleanni e ogni tipo di occasione che la famiglia sceglie come scusa per stare insieme.

Sono quei momenti in cui si assumono i comportamenti più grotteschi e improbabili da immaginare, e ci si lascia andare, non si sa per quale motivo, a ogni tipo di irriverenza. Sebbene questa usanza si collochi esattamente sul confine tra la cosa più difficile da superare al mondo e la naturalezza e la bellezza dello stare con una serie di estranei che sono la tua famiglia, Kim Bentley riesce bene a farcela digerire con un progetto simpatico e tutt’altro che noioso.

I protagonisti sono sempre i soliti: lo zio che non ti piace tanto, il cugino preferito, la nonna logorroica, la zia zitella, i cuginetti piccoli sotto il tavolo, la mamma apprensiva, i fratelli vendicativi e potrei continuare.. Eppure ci sono anche tanti sorrisi che ricordi sempre, comunque e ovunque, sebbene sia una fatica immane conservare il proprio posto per tutta la durata del pranzo. Ma come mia nonna insegna “a tavola non si invecchia”.