Endless. Un open book.

La parola italiana che meglio traduce l’inglese Endless è senz’altro infinito, o forse perpetuo. E’ esattamente così che si presenta l’open book di Valerio Rocco Orlando: un libro in continuo divenire, perpetuo tanto almeno quanto l’esistenza, costituito da storie che possono cambiare, pagine che possono riempirsi, immagini che diventano visioni.

L’artista descrive il proprio libro come una narrazione della sua esistenza: un raccontarsi attraverso le cose accadute, gli incontri avvenuti, le storie raccontate. A un materiale così vasto corrisponde un disordine visivo fatto di formati diversi che si incontrano e sovrappongono, impaginazioni variabili, tipografie mutevoli. L’effetto reso è senz’altro quello desiderato: il racconto senza fine di una vita che vive.

La copertina completamente bianca è senz’altro la chicca dell’opera: uno spazio di riflessione. Del resto come si fa a intitolare una lapide vuota?