Science Fiction Typography

Loro sono due bulli e i loro lavori sono altrettanto bulli. Fanno coppia da tempo, in quanto a lavoro, e la loro compagnia è deliziosa. Sono impavidi e temerari, si addentrano nel cuore del dialetto napoletano, con una goffaggine che si potrebbe ridere per ore; affrontano gite fuori porta consapevoli del fatto che dormiranno su un sottile strato di sacco a pelo, forse per strada; sono vittime di rocambolesche cadute da sgabelli mal progettati; e intrattengono rapporti epistolari come solo una volta si faceva, con missive ricche di preziose minuzie e parole saporite. Insomma sono dei veri bulli d’altri tempi e durante queste imprese pittoresche pensano a progetti bellissimi. Science Fiction Typography è uno di quelli.

Questi due matti sono Giacomo Gambineri e Matteo Gualandris. In questo lavoro raccolgono le testate delle più famose riviste americane di fantascienza pubblicate tra gli anni Trenta e Settanta e ci raccontano delle scelte tipografiche adottate, concentrandosi soprattutto sui titoli spettacolari che, in fondo, le caratterizzano. Il progetto editoriale si compone di 38 pagine stampate su carta riciclata a cui gli autori danno un sapore vintage, usato e usurato, dimenticando l’artefatto volutamente nei loro zaini per giorni, schiacciato tra un fumetto e qualche noioso libro di università.

Un progetto sicuramente originale e una ricerca affascinante, che solo menti preziose come le loro, appassionate, fervide e sveglie, poteva partorire. Applausi.