A Task for Poetry by Onomatopee.

Onomatopee si descrive come un’istituzione per la riflessione, prima ancora che per la comunicazione: una riflessione sui modi di trattare il materiale visivo, il modo di raccoglierlo e presentarlo negli spazi di un libro. Considerando il design come una pratica che deriva da scelte e motivazioni profonde, e che si articola attraverso applicazioni ed espressioni visive, Onomatopee si interroga sulla possibilità di mediare attraverso le tendenze moderniste e progressiste del design quelle convenzioni rigide e inflessibili della “scuola” tradizionale.


Nello specifico di “A task for poetry” il ragionamento è spinto verso il momento poetico: quel momento carico di sentimenti sublimi che si esperisce dinanzi a un’opera d’arte. Sono allora chiamati tre poeti e abbinati ognuno ad un artista e a un grafico. Da queste triple combinazioni si conduce una riflessione sul senso poetico nella presentazione di un’opera d’arte visuale.

Creando prodotti da esperire in tutte le loro parti, cioè da leggere, ma anche da toccare e assaporare, Onomatopee invita anche il pubblico che è solo alla ricerca di un’esperienza mera e superficiale ad approfondire la comprensione e il significato delle opere, come se il libro fosse un diffusore di curiosità.