Mese di bilanci.

Dicembre, come vuole la tradizione, diventa inevitabilmente il mese dei sondaggi di ogni sorta: dalla politica (meglio tenersene alla larga), all’economia (anche qui soprassederei volentieri), passando per i chili di panettoni ingurgitati e i chili accumulati in vari punti del corpo. Il mio resoconto del 2010 è invece tutto musicale perchè mi piace ripercorrere questo 2010 attraverso la musica che ho ascoltato e i concerti che ho avuto la fortuna di vedere. Proprio per questo ho stilato una lista dei dieci migliori album, dei cinque migliori singoli e dei cinque migliori concerti, tutto secondo il mio parere, ovviamente.

Ecco a voi il listone:

DISCHI (ordine casuale)

Micah P. Hinson,  Micah P. Hinson And The Pioneer Saboteurs – Come non amare questo genio che unisce sregolatezza e tradizione come pochi songwriter sanno fare? Da grande diventerà il nuovo Tom Waits, lo credo fermamente. Per adesso rimane uno dei migliori cantautori americani di nuova generazione.

Beach House, Teen Dream – I Beach House e il dream pop, un film di Gondry in musica, un cocktail sorseggiato in un’isola deserta, insomma, una goduria dei sensi.

Gonjasufi, A Sufi And a Killer – Come fare il giro del mondo con un disco, a dir poco retro-futurista.

Deerhunter, Halcyon Digest – Angoscia e poesia, malattia e espiazione, sprazzi di luce e speranza, un disco emozionante.

Owen Pallet, Heartland – La perfezione dei suoni ricercati è il marchio di fabbrica del brillante Owen che incanta con il suo violino e arrangiamenti barocchi.

Anais Mitchell, Hadestown – Nell’Ade di Anais Mitchell si incontrano Anie di Franco e Justin Vernon, Orfeo e Euridice sono il tema di questo concept album, cosa chiedere di più?

Malachai, The Ugly Side Of Love – Il piacere del calderone di suoni e non sapere mai cosa aspettarsi dalla canzone successiva.

Twin Shadow, Forget – Gli anni ’80 mescolati al gusto degli anni zero, non passerà alla storia ma io lo ascolto sempre con gran piacere.

Arcade Fire, The Suburbs – Non il miglior disco degli Arcade Fire ma sempre un gran bel disco al di sopra della media.

No Age, Everything In Between – Chitarre distorte e atmosfere alla Husker Du, Jesus & Mary Chain, Sonic Youth. Vera adrenalina.

SINGOLI (sempre in ordine casuale)

Go Do, Jonsi – Ascoltarla è come avere la primavera in tasca e assistere allo scioglimento dei ghiacci.

Odessa, Caribou – Impossibile non ballare.

Cousins, Vampire Weekend – Impossibile non saltellare canticchiando.

Bloodbuzz Ohio, The National – La lacrimuccia è assicurata.

Black Keys, Too Afraid To Love You – Pensate ad un locale fumoso seminterrato, al caldo umido creato dalla calca di gente e a qualcuno con cui condividere il ritmo incessante di questa canzone e magari anche qualcosa in più di una birra.

CONCERTI (ordine decrescente)

Rain Machine@Brancaleone, Roma – Anche senza i suoi TV On The Radio Kyp Malone rimane un dio in terra.

Fanfarlo-Modest Mouse-Arcade Fire@Arena Parco Nord, Bologna – Gli Arcade Fire hanno fatto scintille, peccato per gli enormi problemi tecnici dei mie adorati Modest Mouse.

Micah P Hinson-Owen Pallet@Circolo Degli Artisti, Roma – I due lati della stessa medaglia, due one man show, uno malinconico e maledetto, l’altro solare e etereo, entrambi di grande impatto.

The Chap@Dimmi, Roma Mai-prendersi-sul-serio-anche-se-sono-un-musicista-con-i-controcazzi sicuramante è lo slogan dei divertentissimi The Chap.

Belle and Sebastian@Play Festival, Arezzo – Adorabili e bravissimi sul palco.