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Ce li ricordiamo così Dennis Hopper, Peter Fonda e un giovanissimo Jack Nicholson nel Road Movie per eccellenza: Easy Rider. In sella a una moto, un coast to coast dei sogni, il deserto a destra e sinistra, gli anni della libertà col loro carico di illusioni.

Quello non era solo un film. Era un sogno, che vissero in molti fino ad un brusco risveglio. Lo stesso Hopper, durante le riprese del film, aveva quel luccichio nello sguardo. Lo sguardo giovane della possibilità e della scoperta, della ricerca del nuovo, sguardo bambino di chi s’affaccia al mondo per la prima volta e lo scopre pieno di tesori.

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La natura e le persone che si svelano, gli oggetti che parlano una lingua mai ascoltata prima. In giro con la troupe, la sua famiglia e i suoi amici, Dennis Hopper comprava macchine fotografiche usa e getta, scattava ciò che vedeva intorno a sè coi suoi occhi nuovi, poi tornava nei laboratori fotografici dei drugstore e sviluppava le sue fotografie.

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A guardarle oggi, pubblicate da Damiani Editore nella raccolta Drugstore Camera, le foto di Hopper raccontano un passato vibrante di emozioni perdute. Scattate in Taos, nel New Mexico, sono una carrellata di ritratti polverosi, paesaggi privi di confini in cui lo sguardo si perde oltre l’orizzonte, nudi femminili pieni di promesse, oggetti e luoghi abbandonati che trasudano poesia.

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La fine degli anni ’60, la West Coast on the road in stile Beat Generation, l’idealismo politico, l’ottimismo del Flower Power e tutta la California Coolness che ci ha fatto innamorare di un’epoca che non abbiamo mai vissuto ma ricordiamo con nostalgia.

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Dennis Hopper ci stava dentro con tutta l’anima quando disse a Jack Nicholson nel film: “Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto. Ah sì, è vero: la libertà è tutto, d’accordo… Ma parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada, non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran da fare a uccidere, a massacrare, per dimostrarti che lo è. Ah, certo: ti parlano, e ti parlano, e ti riparlano di questa famosa libertà individuale; ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura”.