Non so se possiedo le qualità necessarie: posso non avere né il genio né il talento o il temperamento. Ma so che possiedo una Volontà, e la volontà e l’energia talvolta si dimostrano più grandi del genio che del temperamento e del talento.

Altra donna bella della scena che voglio farvi conoscere è la carismatica e anticonvenzionale Isadora Duncan, danzatrice americana, fuori dagli schemi. Nata a San Francisco nel 1877 e morta a Nizza nel 1927, è considerata tra le più significative precorritrici della cosiddetta “danza moderna”, che contribuì ad avviare; dissociandosi completamente dalla danza classica proponeva una danza libera, espressiva, senza rigidità e costrizioni:

Non insegnerò alle bambine a imitare i miei movimenti ma a trovare i propri, non le obbligherò a studiare certi movimenti definiti le aiuterò a sviluppare quei movimenti che sono loro naturali. I movimenti del corpo umano possono essere belli in qualunque momento del suo sviluppo finchè sono in armonia con quel momento e quel grado di maturità che il corpo ha raggiunto.

Isadora Duncan – La Danza

La danza era la sua religione: non il balletto classico – di cui non sopportava le convenzioni e le posizioni artificiali – ma una danza che fluisse liberamente da un movimento spontaneo, basato sul ritmo della natura, così come lo intendevano gli antichi Greci.
L’immagine simbolo di questo movimento, che cercava di riprodurre nelle sue danze, era l’onda: l’andamento su cui si muovono il suono e la luce, una linea ininterrotta che simboleggia la ciclicità e l’energia della natura, che continuamente si rigenera (vedi anche la già citata Vanda Scaravelli). Le sue idee erano fortemente influenzate da una rielaborazione molto personale dei classici e delle opere di Nietzsche, e i suoi spettacoli si ispiravano all’Antichità e al Rinascimento. Si esibiva scalza, con i capelli sciolti e avvolta in veli fluttuanti, per tutte queste caratteristiche ebbe ben presto grande successo in tutta Europa.

A Berlino, nel 1903, tenne una famosa conferenza sulla danza del futuro, ritenuta una sorta di manifesto della danza moderna. Nel 1904, dopo aver riempito i più importanti teatri di tutte le capitali d’Europa, partì per una tournée a San Pietroburgo qui influenzò a sua volta il mondo del balletto russo; e infatti lo stesso Diaghilev, il mitico fondatore dei Ballets Russes, futuro committente di Stravinskij e di Picasso, dichiarò che era stata Isadora a indicargli la via da intraprendere.
Aveva inoltre una spiccata vocazione pedagogica; convinta com’era che l’artificiosità del balletto classico fosse contraria allo sviluppo armonico delle fanciulle, sentiva l’insegnamento come una missione:

[…] i movimenti del corpo umano possono essere belli in qualunque momento del suo sviluppo finchè sono in armonia con quel momento e quel grado di maturità che il corpo ha raggiunto[…]

Fondò varie scuole: due in Germania, una a Parigi e una a Mosca.

Isadora Duncan – L’amore

Oltre a danzare Isadora “amava” liberamente; non era una grande sostenitrice del matrimonio, infatti ebbe diverse relazioni, ebbe tre figli da tre uomini diversi, e ne sposò uno, il quarto, più giovane di lei di diciotto anni, il poeta Sergej Esenin. Nel 1913 un’immane tragedia segnò irrimediabilmente la vita di Isadora. I suoi due bambini, Deirdre di 7 anni, figlia dell’attore e regista Gordon Craig, e Patrick, di 3, figlio dell’industriale e mecenate Paris Singer, morirono annegati insieme alla loro governante per un assurdo incidente: la vettura su cui viaggiavano si era fermata e l’autista era sceso per far ripartire il motore con la manovella, senza innestare il freno a mano, per cui l’auto si era messa in moto ed era finita nella Senna. Da allora cominciò a bere, e la sua vita divenne sempre più sregolata. Fu in questo periodo che l’amicizia con Eleonora Duse si fece anche più presente (indiscrezioni le vollero amanti ma questa voce non venne mai provata), l’attrice la invitò da lei per cercare di aiutarla a superare questi lutti, è qui che la danzatrice incontra un giovane artista italiano, con cui ha una breve relazione e da cui ebbe in figlio, morto appena nato.

Isadora Duncan – Il declino e la morte

Negli ultimi due anni di vita Isadora si divise tra Nizza e Parigi, spesso ubriaca, sempre squattrinata, assistita dai pochi amici che le erano rimasti.
La sera del 14 settembre 1927, un amico venne a prenderla fuori da un ristorante di Nizza, nella sua auto sportiva scoperta. Isadora amava le sciarpe, le portava fuori e dentro la scena, erano parte di lei. Cosi, le lunghe frange della sciarpa che portava al collo si impigliarono nei raggi di una ruota, e non appena l’auto partì la strangolarono in una stretta mortale, spezzandole l’osso del collo. La morte fu istantanea. La sua fine fece spettacolo, un pò come la sua vita, mai banale ne convenzionale, una donna che ha seguito fortemente le sue idee, le sue passioni, senza ricriminarsi, vivendo intesamente tutto ciò che la vita le offriva.

“Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza” [Pina Bausch]