Oh, Kirsten!

Scoprimmo che le ragazze erano in realtà donne travestite, e che capivano l’amore e la morte. E che il nostro compito era fare tutto quel chiasso che sembrava interessarle tanto.

La cosa più bella che c’è. Aspettate… aspettate! Non è il sesso, né l’alcool, né il potere, né l’amore, ma le donne.

La bellezza femminile, unita allo charme e all’intelligenza e a quella luccicanza che sembra nascondere dei segreti. Questo trasforma una donna in una madonna, in una dea, in un archetipo: appunto nella cosa più bella che c’è.

Chi sembra custordire un grande segreto è Kirsten Dunst.

Brilla, fra le varie starlette, di lux propria e non è una forzatura farla rientrare tra le donne che più hanno contaminato l’immaginario contemporaneo.

Sì, ok. All’apparenza può non raccogliere molte simpatie: è bionda e magra e ha un bel fisico. Ma la Dunst va oltre questi sterili canoni.

Fin dalla sua prima apparizione sul grande schermo è stata moto, spasimo, ispirazione. Nei suoi occhi pare non contenersi un mondo: una Melancholia eretta da un mistero di base che è la femminilità stessa. Per questo è straordinariamente  bella.

Fa parte di Hollywood, ma sembra anche lontana da un mondo esagerato e vacuo, nella sua intrinseca luminosità dai tratti quasi lolitiani.

Quello cha la Dunst trasmette è una carica continua di aspettative per chi la osserva: a volte liete, ma quasi sempre gravi. Non lascia rifugio a mezze tinte.

Poco da fare. Rappresenta un ideale di femminilità: non scontata, con una vena di sarcasmo latente, ambigua. Sarebbe probabilmente piaciuta ad Hitchcock.

Non dev’essere poi un caso se, ultimamente, è stata anche scelta come testimonial mondiale di alcuni importanti brand commerciali particolarmente eleganti.

Nella mia fantasia spesso rimane ancorata alla tragica figura, da lei interpretata, di Lux Lisbon ne Il giardino delle vergini suicide.

Un film costruito all’interno di mura invalicabili di una famiglia bigotta, regala un’interpretazione che ti costringe a rimanere fissa su di lei, in maniera quasi morbosa e voyeristica. I suoi tratti inconfondibili sono presenti. Attraente ed ingenua: un piedino fatto sotto la tavola durante una cena casalinga, il bacio con passaggio di gomma da masticare. Lì c’è qualcosa di sconvolgente. Di commovente. Di bellissimo.

Cose belle che servono a cristallizzare un attimo. Di un’attrice, di un film, di un’idea, di una vita.