Ewan Gordon McGregor.
Classe 1971: Scozzese di nascita e fiero di esserlo, londinese d’adozione (da un paio d’anni si è trasferito a LA per esigenze lavorative ma non l’ho ancora accettato).Partiamo con qualcosa di forte: Velvet Goldmine, film ispirato alla vita di David Bowie. Co-protagonista è uno Ewan – Kurt Cobain, che in realtà sarebbe uno Ewan – Iggy Pop, ma nelle fattezze filmiche è molto più somigliante al cantante dei Nirvana.
Una pioggia di brillina che il suddetto si cosparge sul petto nudo + mentre canta Gimme Danger si agita sul palco, un’agitazione dovuta a mera imitazione di un personaggio che assume alcool e stupefacenti di ogni tipo (sì, mera imitazione, si spera) + occhi bordati da un rigo di matita nera + scene tutto tranne che omofobe + unici indumenti indossati: pantaloni aderenti di pelle nera e anfibi  =  se  guardi Velvet Goldmine da adolescente -e non solo- ti rimane impresso nella mente per il resto della vita.Ewan McGregor non è solo il principe azzurro con gli occhi blu e la voce da usignolo del Moulin Rouge (e che voce da usignolo!
Ascoltare la sua versione di  ‘Your song’  per credere), non è solo il protaginista di storie fatate alla Big Fish o alla Miss Potter, dell’orgoglio nerd Star Wars,  o quello di film-che-sarebbero-voluti-essere-bombe-da-botteghino-ma-sono-solo-americanate-mal-riuscite come The Island e Angeli e Demoni, ma è anche l’attore-scoperta di Danny Boyle, ed anche se vive a Hollywood sperimenta con i film po’ più di nicchia, e con cast pazzeschi (un esempio su tutti:  L’uomo che fissa le capre). Renton di Trainspotting ormai è un’icona di quelle di cui trovi la faccia stampata sulle t-shirt bianche da mettere con i jeggins.  Cosa che non so se sia positiva o meno.
Smessi i panni dello splatter/metallaro/drogato e quindi dannato, Ewan è un uomo di casa dedito alla famiglia, tanto da avere un enorme tatuaggio – un po’ troppo kitch – sul braccio destro con i nomi delle quattro figlie (due delle quali adottate) e della moglie, con cui è sposato da quindici anni. E alle premiere c’è sempre sua nonna in rappresentanza di tutti i parenti rimasti in Scozia. Perchè mai stupirsi di una routine familiare?Quando ha voglia di un po’ di brio allestisce un garage nel cuore di Londra, lo riempie di mobili Ikea, cartine geografiche e cioccolatini, assume il personale e in due mesi pianifica il giro del mondo in moto al fianco del suo migliore amico. Un giro del mondo in BMW da Londra a New York viaggiando verso ovest (da cui è stato tratto un documentario: Long Way Round – 2004) oppure dal punto più alto della Scozia a Città del Capo (altro documentario: Long way Down – 2007).
Se vi capitano sott’occhio questi documentari avrete solo voglia di prendere e partire in moto per una meta imprecisata.Nei viaggi  i due motociclisti non si dimenticano dell’impegno civile:  sono ambasciatori Unicef. Ma evitano le scene di foto di baci e abbracci e siamo tutti felici con bimbi dalla pancia gonfia.
Film da non perdere (senza menzionare i classici)?- Shallow Grave (Piccoli omicidi tra amici), opera prima di Danny Boyle. Ewan dai capelli lunghi, dai jeans anni ’90 e dalle calze bianche di spugna. Surreale e splatter splatter splatter. Se vi piace Tarantino, è il film che fa per voi.- I love you Phillip Morris (Colpo di Fulmine – Il mago della truffa): non lasciatevi trarre in inganno dal titolo o dal trailer italiano, questo film riesce a far ridere – a garanzia c’è Jim Carrey – e a commuovere in una sola ora e mezza.- The Beginners: dai noi a cinema dal 9 dicembre, in UK è già in uscita il DVD. Un rapporto padre(che ad ottant’anni fa coming out)-figlio, il tutto condito da un ambiente e da una storia d’amore minimal e da un cagnolino-best friend.
Bello e bravo bravo e bello, biondocchiazzurri, fascino dell’avventuriero, uomo di casa, me lo immagino anche dedito al bricolage.
Insomma, se lasciasse i calzini sporchi in camera da letto o il tubetto del dentrifricio aperto glielo perdonerei.