Michael Fassbender

Con quegli addominali scolpiti come fossero di marmo e quei denti enormi che rendono il suo sorriso megasexy e inconfondibile, Michael Fassbender, classe 1977, non è mai passato inosservato sin da Band of Brothers, la serie che ha battezzato metà degli attori più quotati degli ultimi anni; è il capolavoro di Spielberg e Tom Hanks, prequel di Salvate il soldato Ryan.

Prima apparizione sul grande schermo? In 300 di Zack Snyder. Adocchiato da Steve McQueen(!) che lo ha voluto protagonista di Hunger e consacrato a livello internazionale da Tarantino con Inglorious Basterds. Con madre irlandese e padre tedesco che parte potevano dargli se non quella del tenente Archie Hicox? Sintesi: se non lo avete ancora visto, cercate di recuperare i Bastardi. Il più presto possibile! Uno dei film migliori del 2010, di un Tarantino che non smette di evolversi e stupire. Un concentrato di tutti i suoi film precedenti (tanto splatter e tante botte, ma cosa c’è di inconsueto?) , e ciliegina sulla torta: un po’ di pathos in più, lunghe inquadrature e lunghissimi e magnifici dialoghi. Ah, c’est l’amour!

Dai Bastardi di Tarantino è stato solo un percorso in ascesa per Fassy nostro: poteva mancare nel cast di X-Men – L’ inizio aka il migliore film a tema supereroi del 2011? Certo che no. Nelle vesti del vendicativo Magneto non passa di certo inosservato – ok, è impossibile che Michael Fassbender passi inosservato anche quando è al supermercato sotto casa a comprare il latte. Galeotto fu il set di X-Men per la la relazione lampo con Zoe Kravitz, figlia ventiduenne di Lanny. Questa sì che è una botta di autostima per ogni donzella che pende dalle labbra di Fassy nostro! Se ci è riuscita Zoe, posso riuscirci anche io.

E se non avete mai subito il fascino del supereroe medio ma siete più delle donzelle dal cuore romantico, non lasciatevi scappare Jane Eyre, riadattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Charlotte Brontë, da poco uscito nelle sale. Se non l’avete ancora visto, il consiglio è quello a) di recuperare al più presto b) di reperirlo in lingua originale con i sottotitoli! Vi immedesimerete nella protagonista e non potrà che venirvi un tuffo al cuore quando Fassy-Rochester, vero uomo di metà ottocento, con quel tono virile di cui avete anche dimenticato l’esistenza, vi dirà “I’m asking what Jane Eyre would do to secure my happiness” e la Jane che è in voi non potrà che rispondergli “I would do anything for you, Sir., anything that was right”. Che meraviglia poter sognare, mamma mia.

E ancora, a gennaio 2012 è in uscita Shame, sempre di McQueen , per cui quest’anno Fassbender ha vinto la Coppa Vulpi. Per una volta a Venezia non sono stati premiati solo film e/o attori cinesi e/o russi e si critica e pubblico sono stati d’accordo. Dopo la prima durissima sfida lanciatagli da McQueen con Hunger, per cui ha dovuto perdere oltre quindici chili, Fassy nostro ha accettato e vinto anche una seconda McQueen-challenge: impersonificare un malato del sesso. Se state pensando al solito vecchio ninfomane, magari anche un po’ attempato, che non vede una donna dai tempi della guerra, vi sbagliate di grosso: è qualcosa in più, è qualcosa di profondamente sbagliato, è qualcuno che cerca mero piacere, ma come lo si cerca spasmodicamente nel gioco d’azzardo, o in un omicidio.

Incredibile come a tre mesi dalla fine di Venezia 68 ancora non si faccia che parlare di lui! This is the Fassy-year!

Volete che non sia partita la caccia al clone? Ma chi ci può ricordare Fassy nostro? Christian Bale? I ruoli da freddo calcolatore senza sentimenti ci sono (Shame VS American Psyco), quelli in cui si è dovuti quasi arrivare all’anoressia anche (Hunger VS L’uomo senza sonno), e ci è scappato anche il supereroe (X-Men VS Batman). Ma il sesso che Michael Fassbender sprigiona oggettivamente da tutti i pori è tutta un’altra cosa. Che non me ne voglia Christian Bale!