Tom Hardy

Per l’ultimo appuntamento dell’estate con Divi e Buoi, direi che Tom Hardy può regalarci un arrivederci a settembre con i fiocchi e senza troppa malinconia.

Edward Thomas Hardy, per gli amici Tom ebbasta, è il connubio perfetto tra la professionalità del cinema UK a basso budget e l’eccellenza molto più dispendiosa di Hollywood. Vedi alla voce Christopher Nolan.

Forse gli attuali tricipiti esasperati, i mille tatuaggi pacchiani e le labbra naturalmente a canotto non ricordano propriamente i mingherlini lord britannici, ma di bravura ce n’è – che è un marchio di fabbrica. E un tempo c’era anche la magrezza tonica.

Chi lo battezza a livello internazionale è Spielberg, con Band of Brothers (2001), mini serie tv della HBO incentrata sulla vita di un gruppo di soldati al fronte durante la seconda guerra mondiale. Un capolavoro che ha alla base un binomio da botto: Spielberg e la guerra. E che li ha battezzati un po’ tutti, da Fassbender a James McAvoy fino a Simon Pegg, Andrew Scott e chi più ne ha più ne metta. Si può fare a gara a chi ne trova di più!

Band of Brothers non costituisce la sua unica esperienza in campo televisivo. Tra le miniserie e film tv a cui ha partecipato spicca soprattutto la versione di Cime Tempestose (2009).
Per alcuni una delle tante trasposizioni del romanzo di Emily Bronte, per me una delle migliori. Tom Hardy è riuscito a portare sullo schermo un Heathcliff, zingaro dal sangue gitano, fedele all’originale, aiutato anche dalla sua particolare fisicità – con quelle labbra lì è proprio uno zingaro perfetto.

Per quel che riguarda i film made in UK a basso budget di cui accennavo poche righe fa, la casa consiglia: Stuart: A Life Backwards (2007), film per la tv con un b r a v i s s i m o Tom Hardy come protagonista, mentalmente instabile, violento e spesso in carcere, con la pronuncia incomprensibile anche per chi l’inglese lo mastica moderatamente bene, affiancato giorno e notte dal giornalista Alexander (Benedict Cumberbatch), che ne scriverà la biografia. E poi c’è Scenes of a Sexual Nature (2006), una commediola che vede intrecciarsi tante storielle e tanti protagonisti che sono tutti contemporaneamente spanciati sul prato di Hampstead Heath.

Concludiamo in bellezza con la ciliegina sulla torta dei soldi ben spesi: Inception (2010) di Nolan.  Un’ Idea che si innesta nella mente tanto che inizi a credere che sia vera, Il sogno nel sogno nel sogno e più si va a fondo nel sogno più si altera la dimensione spazio-temporale. E si sa che sognare in grande non costa nulla, quindi provate solo ad immaginare cosa potete ritrovarvi davanti.

Personaggi caratterizzati nel dettaglio, cast corale che migliore non poteva essere – e capitanato da Di Caprio, sceneggiatura originale firmata Christopher Nolan. C’è chi può.

Da noi in uscita a fine agosto: Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, sempre di Nolan(!), in cui Tom Hardy è il cattivo e tutti noi non vediamo l’ora di gustarcelo e Lawless, presentato quest’anno a Cannes  e che dal trailer – e dal cast – sembra promettere bene. Perderli sul grande schermo non è una possibilità che può essere presa in considerazione.