Daniel Bruhl

Dopo quattro puntate di fila dedicate alle bravure nostrane, Divi e Buoi riprende a dedicarsi a quelle straniere.

Prometto: niente inglesini rossicci dagli occhi blu (per questa volta), e non è neanche il turno dei muscolazzi alla Ken di Barbie d’oltre oceano. Oggi vi stupisco!

Signorebelle e signoribelli: Daniel Bruhl!

Già dal nome si può immaginare che il ragazzo è tedesco, nonostante i tratti somatici e i colori scuri siano quelli tipici del mediterraneo. Mille grazie, mamma spagnola di Daniel!

In media, l’amore nei confronti di Daniel Bruhl nasce nel 40% dei casi grazie a Goodbye Lenin!, un altro 40% è dovuto a Bastardi senza Gloria e il restante 20% a film vari ed eventuali (quasi*) altrettanto belli. Ladies in Lavander , Seven Days in Havana e Lezioni di Sogni ne sono solo un assaggino.

*quasi = essere belli tanto quanto Good Bye Lenin! o Bastardi senza Gloria è parecchio difficile.

1. Good Bye Lenin!
E se pochi giorni prima dell’unificazione della Germania Est con quella Ovest, una signora che ha consacrato la sua vita al partito socialista cadesse in coma? E se si risvegliasse otto mesi dopo, poco dopo il crollo del muro di Berlino? I suoi figli non farebbero di tutto per evitarle emozioni troppo forti tanto farle credere di vivere ancora sotto il regime socialista?

Good Bye Lenin! è uno di quei film che

a) se non l’hai visto, recuperalo right now. Ci rivediamo tra un paio d’ore, quando sarai innamorato non solo di Daniel Bruhl, ma anche delle enormi tv via cavo, dei barattoli dei cetriolini Spreewald e addirittura delle obbrobriose permanenti anni ottanta.

b) se l’hai visto, sai bene com’è che è questo è il film che ha consacrato Daniel Bruhl a livello internazionale. E vogliamo parlare della colonna soundtrack da Yann Tiersen? Aww, quanta bellezza concentrata.

2. Bastardi senza Gloria

Ma ve lo ricordate il soldato Frederich Zoller ossessionato della bella Shosanna? Quello che si faceva vanto di aver ucciso trecento ebrei in un sol colpo? Quello… ennò, basta con gli spoiler che magari c’è qualcuno che questa Tarantino-meraviglia non l’ha ancora vista. Di un cattivo così tanto viscido di cui non si subisce il fascino (o forse si), ma la bravura di Daniel Bruhl è oggettiva. Andate e innamoratevi tutti.

3.  Seven Days in Havana

Seven Days in Havana è uscito nei cinema (in pochi cinema) un paio di settimane fa. Quindi se siete fortunati potete ancora gustarvelo sul grande schermo. Un insieme di corti firmati da registi diversi (e non made in Havana). Come si può ben desumere dal titolo, ognuno racconta di un giorno passato nella capitale cubana. Compito difficile quello di rendere onore ad una città che non è la propria.

Fatto sta che me lo sono perso e sono qui a piangere il morto.

Come sempre, se avete qualche altra perla rara che proprio è un peccato perdersi, potete lasciarci un commento! Oddio, mi sento una youtuber.