Isabella Ragonese.

Per completare il ciclo degli attori italiani del mese, la quarta puntata è dedicata ad Isabella Ragonese. Palermo, classe 1981.

Anche per lei, la storia narra che nacque sui palcoscenici teatrali (e questo inverno vi è ritornata). Niente Silvio D’Amico questa volta, benvenuta Scuola Teatès di Palermo.

Il battesimo cinematografico c’è stato con il Nuovomondo di Crialese (2006), la consacrazione con Venezia ’67, edizione nella quale è stata Madrina del Festival. Una Madrina bellissima.

Negli anni intercorsi tra il battesimo e la consacrazione, si sono alternati nel suo curriculum:

1) cortometraggi. Corto da segnalare è Cuore di Clown, che potete trovare su youtube (cliccando qui!). Vinicio Marchioni, clown innamorato alla conquista della bella e infelicemente sposata clownessa Isabella Raganose.

2) film. Da Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, che se non avete ancora visto, sarà Mediaset a farvelo recuperare in una delle sere calde d’estate, a La Nostra Vita di Daniele Lucchetti. E qui preparatevi alla bravura di Isabella Ragonese e di Elio Germano. E già che ci siete, preparatevi anche i fazzoletti.

e 3) un’unica perla rara . Dieci Inverni, di Valerio Mieli. Di cui ho già parlato a suo tempo nel Divi e Buoi dedicato a Michele Riondino. Ma repetita iuvant, no?

Nonostante non faccia parte del club dei “dove l’ho già visto?”(*), di scivoloni ne ha presi anche lei.

Non plus ultra degli scivoloni, scivolone massimo, scivolone degli scivolioni: Il Giorno in Più di nostro signore Fabio Volo. Che poi non è neanche per Fabio Volo in sé, è che magari mi auguravo di passare un paio d’ore senza pensieri, invece un unico pensiero resisteva  tenacemente, incurante dei buoni propositi: alziamoci e andiamocene. In una parola? Noia.

Alla luce di questi fatti mi chiedo: la teoria del “tutti devono campare, in Italia più che mai” è anche in questo disperatissimo caso una buona giustificazione? Sarà che la sceneggiatura poteva sembrare buona e a montaggio finito ci siamo ritrovati quellacosalà? A voi, lettrici e lettori, l’ardua sentenza.

(*) dicasi attori che si destreggiano in numerose produzioni televisive e cinematografiche, non tutte da dieci e lode.