Luigi Lo Cascio

Luigi Lo Cascio la stada dell’università l’ha anche tentata. Dopo il liceo si iscrive a medicina ma, come gran parte degli attori italiani della sua generazione (e di quelle a venire), è finito con l’ essere uno dei figli della Silvio D’Amico. E non c’è da aggiungere molto altro.

E poi, Luigi Lo Cascio nasce come primissimo attore preferito della sottoscritta – vedi alla voce: devo sempre farvi presente la motivazione che mi spinge a scegliere il Divo e Bue della settimana.

Prima ancora che i Blockbuster fossero sostituiti da megavideo e prima ancora che la 56kb fosse sostituita dall’ADSL, c’era Luigi Lo Cascio. E quindi, vuoi o non vuoi, tutti questi meravigliosi film che sto per elencarvi, o avevi la fortuna di vederli a cinema oppure davi inizio ad una ricerca spasmodica nella tua città, fino a quando non trovavi quel DVD da noleggiare o comprare. E a chi è andata più di lusso, I Cento Passi l’ hanno fatto vedere a scuola.

Andiamo in ordine di WOOOW, iniziamo con

Il più bel giorno della mia vita (2002)

Un film che più italiano non si può, di quella italianità un po’ di sinistra, un po’ ricercata. Un film italiano con Margherita Buy. E fin qui, può sembrare un film da scartare. E invece è il cast corposo, che si addensa in una famiglia dai mille segreti e cose non dette, a regalarci quel quid in più. Una piccola deliziosa e senza pretese pellicola made in Italy. Ciliegina sulla torta? Regia di Cristina Comencini. Traetene voi le conclusioni che ritenete più opportune.

Mio Cognato (2003)

Scrivere di Mio Cognato mi emoziona. Mi emoziona perchè è ambientato nella mia città e perchè la mette a nudo senza cadere nel clichè, con le sue luminarie che si specchiano nel mare, i vicoli della città vecchia che profumano di bucato e passata di pomodoro, gli spaghetti aglio olio e peperoncino alle due di notte e la malavita locale, bene o male infiltrata o anche solo conosciuta da ogni famiglia barese. Il tutto gira attorno al furto dell’auto di Vito (Lo Cascio) e alla notte passata da questo e da suo cognato Toni (Sergio Rubini) alla ricerca della suddetta.

In sintesi, Mio Cognato ci mostra uno scorcio di Bari che solo Alessandro Piva avrebbe potuto dipingere così bene.

La Meglio Gioventù (2003)

La Meglio Gioventù è uno di quei capolavori del cinema italiano dei giorni nostri per cui nutro timore reverenziale. Cosa dici e dici, cosa fai e fai, finisci per non dire tutto. Ma cercherò di dire abbastanza.

In sei ore di film sono narrati i principali eventi della storia d’ Italia dagli anni sessanta al duemila, attraverso la storia di una famiglia che man mano acquista e perde pezzi cardine, come accade in tutte le nostre famiglie, mentre sullo schermo si vedono cambiare i tagli dei cappotti e quelli di capelli. Sullo sfondo, sempre l’Italia – con qualche fuga nel nord Europa qui e lì – che per quanto cerchi di cambiare, ha un cuore che per fortuna o purtroppo non cambierà mai.

Il mio consiglio è di prendervi il vostro tempo, un po’ come C’era una volta in America, e guardarlo tutto d’un fiato. Una sfacchinata che tutto vi sembrerà furchè una sfacchinata.

Se penso a cosa e dove saremo tra quaranta o cinquant’anni, una delle cose che immagino è che uno dei pilastri della nostra storia cinematografica contemporanea saranno i film con Luigi Lo Cascio. Che poi lo sono già.