Benedict Cumberbatch 2.0

Ad ottobre 2011 scrivevo di Benedict Cumberbatch (un click qui per andare all’articolo in questione). Si, l’attore con il nome più impronunciabile che abbiate mai letto – e soggetto quindi a storpiature di varia natura. Fatevi due risate con la più famosa: Bene-dick Cum-on-my-baps!

Ad ottobre parlavo di un rossiccio inglesino doc, e parlavo di film non reperibili in italiano.

Insomma, ad ottobre parlavo di tante di quelle cose che inevitabilmente a maggio 2012 alcune di queste sono cambiate.

Sarà che con la seconda stagione di Sherlock, andata in onda a gennaio 2012 sulla BBC One, c’è stato un Cumber-BOOM ancor più di quello che ci fu con la prima e che quindi – deo gratias! – sottotitoli di qualsiasi film/serie tv/documentario/etctetc fatto da Benedict in qualsiasi lingua parlata sul pianeta sono iniziati a spuntare come funghi.

In primis, una chicca che non può non essere (ri)segnalata è Third Star. Ma questa volta ne parlo da spettatrice che è riuscita a gustarselo come si deve grazie ai sottotitoli in italiano.

Third Star (2010). Uno di quei piccoli splendori inglesi che in madre patria ha avuto un discreto successo e che da noi non arriverà mai. Un viaggio tra amici secolari per le lande del Pembrokeshire. Un viaggio che, come da topos lettario, è divenire, crescita e cambiamento. E l’ultimo viaggio per uno dei quattro, malato di cancro. Un film-inno alla vita , ai suoi splendori ed ai rapporti umani. “And, should you remember that it’s the anniversary of my birth, remember that you were loved by me and you made my life a happy one. And there’s no tragedy in that.”

Da segnalare ci sono anche:

  1. Hawking (2004). Film per la tv (quale tv se non la BBC?) che racconta della vita del fisico Stephen Hawking. Reperibile purtroppo solo doppiato in italiano – un doppiaggio italiano non al meglio della sua forma. Per il resto è un capolavoro.
  2. Stuart: A Life Backwards (2007). Sempre una di quelle perle rare che sono solita citare quando ci sono attori inglesi di mezzo. Co-protagonista con Benedict-giornalista un Tom Hardy non proprio sano di mente e non ancora con i tricipiti esagerati. Se non siete tanto pratici con l’inglese parlato stretto non affezionatevi troppo, sottotitoli non recuperabili in nessuna lingua, neanche in inglese, neanche nel DVD inglese. – se poi questa cosa di alcuni DVD inglesi senza sottotitoli inglesi qualcuno può spiegarcela nei commenti qui sotto gliene sarei grata a vita.

La seconda stagione di Sherlock non ci ha regalato solo l’esplosione dell’amore dei più nei confronti di Benedict, ma anche quella dei suoi muscoli. Da alto e tendente all’allampanato qual era nelle foto di qualche anno fa, adesso sotto la Purple Shirt of Sex di Sherlock fanno bella mostra di sé degli addominali ben fatti. Pare che il segreto sia il Bikram Yoga, lo yoga praticato in ambiente riscaldato.

Saranno stati gli addominali in questione a fargli ottenere la parte di Khan in Star Trek 2? Se è così, c’è da prendersela con loro se ormai Benedict ci è stato rubato dall’America da mesi a questa parte – rubato e non mollato anche quando il mese scorso sarebbe dovuto essere a Londra per rititare l’Olivier per il suo Frankenstein aka il più importante riconoscimento teatrale londinese.

C’è chi ironizza sulla cosa – clickkk! – ma il cuore di Ben è sempre per l’UK, come dimostra una trashissimo sticker della bandiera inglese a forma di cuore in bella mostra sul retro del suo iPhone.

E se alla meraviglia del corpo aggiungiamo quella dello spirito, che si desume dalla conoscenza enciclopedica dei Radiohead o dei Maccabees o dal suo essere alla mano nonostante abbia frequentato la Harrow, una delle scuole private più costose di Londra, arriviamo a capire come mai qualche giorno fa Benedict Cumberbatch si è aggiudicato il primo posto nella top ten del The Sun dei dieci uomini più sexy del mondo.

Lui non se ne capacita. E forse neanche io. Ma la cosa è semplicemente che The Brainy is the New Sexy.