Benedict Cumberbatch.

Ha raggiunto la notorietà internazionale solo da un anno a questa parte per aver interpretato Sherlock Holmes nella fortunata serie targata BBC ed ispirata al detective di Conan Doyle, ma ambientata ai giorni nostri. Niente pipa e lente di ingrandimento, benvenuti cerotti alla nicotina e smartphones.

Nelle medie produzioni Hollywoodiane come “Atonement” o “The Other Boleyn Girl” gli sono sempre state affidate parti minori (ma ve lo ricordate il cortigiano? No, non ve lo ricordate), con le quali non si sono mai potute apprezzare appieno né la sua bravura nè la sua grande professionalità.

Meno male che tra i confini del Regno Unito gli è stata resa maggiore giustizia. Da tempo Benedict ha una fervida attività teatrale all’attivo. La sua ultima volta in scena? Co-protagonista, nel maggio 2011, del Frankenstein di Danny Boyle al National Theatre di Londra, in cui impersonava a sere alternate sia il mostro che il dottore. E’ stato protagonista di serie tv, presentatore alla Alberto Angela di programmi televisivi dedicati ad attori di teatro, preferibilmente inglesi e che abbiano frequentato la sua stessa scuola e, dulcis in fundo, ha prestato la sua voce a qualsiasi tipo di narrazione, dalla favola per bambini agli audiobook, dalle commedie che si ascoltano in radio a Sauron ne Lo Hobbit, a breve in uscita.

Quasi tutto questo bel popò di roba, ovviamente, non è reperibile in Italiano. Poco male, esercitarsi con l’inglese non fa mai male, tanto meno fa male lasciarsi cullare dalla sua voce profonda.

Come se non bastasse, Benedict Cumberbatch è l’impersonificazione del londinese DOC.

Non fate caso ai suoi continui cambi di colore di capelli, il suo colore naturale abbinato agli occhi celesti dal taglio UFO-esco e il fisico alto e asciuto e allampanato/sfigatello non mentono sulla sua provenienza.

Nato, cresciuto e stabile nella capitale, figlio di attori inglesi, sembra proprio che Benedict fosse destinato a intraprendere la carriera di giullare. Si allontana da Londra solo per gli anni del college, nei quali conosce quella che è stata per anni la sua compagna. Proprio quando lui rilascia dichiarazioni sul voler mettere su famiglia, i due si lasciano. Poor poor Benedict. (Quindi per chi fosse interessato, al momento è bello che scapolo!)

Vive ad Hampstead, quartiere a nord di Londra, uno di quelli con i palazzi con pochi piani dai mattoni rossi ben in evidenza, sede delle dimore dei vip più stalkerati (da Jude Law, a Chris Martin, a George Michael e chi più ne ha più ne metta). La sua vista preferita della capitale inglese è quella di cui si può godere passeggiando sull’ isolato dei localini vicino alla Tate Modern e guardando verso Saint Paul. Magari al tramonto. E non ha poi tutti i torti, provare per credere.

Film da proporre?

a) Se avete deciso di esercitarvi con l’inglese, Third Star è il film che fa al caso vostro, dato che è impossibile reperire dei sottotitoli. Film indipendente quindi budget ridotto quindi ambientazione, musiche costumi e quant’altro ridotti all’essenziale. Lunghe inquadrature, molta atmosfera e pochi dialoghi con parole ben scandite. Dai che ce la si può fare a vederlo in lingua!

b) Da noi in uscita a gennaio, La Talpa (Tinker, Tailor, Soldier, Spy). Gary Oldman + Colin Firth + Tom Hardy. Devo aggiungere altro?