Elio Germano

Se avessi a disposizione una sola frase per parlare di Elio Germano, credo che sceglierei questa: è uno degli esponenti di quella generazione di attori italiani che ci fa essere ancora orgogliosi del nostro cinema. Come dimenticare il discorso di ringraziamento nel 2010 al 63° Festival di Cannes dove vinse la palma d’oro come miglior interpretazione maschile per La nostra vita

« Siccome i nostri governanti in Italia rimproverano sempre, al cinema, di parlare male della nostra nazione, io volevo dedicare questo premio all’Italia e agli italiani, che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente. »

Il primo ricordo che ho di lui è di un rosso, lentigginoso e tamarro Er Pasticca di Un Medico in famiglia. Sarà stato agli inizi del 2000. Lui avrà avuto vent’anni, e io dieci.

Accantonando i primissimi ricordi d’infanzia della sottoscritta, addentriamoci nel meraviglioso mondo eliogermanesco. Tutti pronti al meglio che non solo il cinema, ma anche il teatro e la fiction possono regalare?

Scegliamo un’opera per ogni campo, quindi:

1. CINEMA. Magnifica Presenza di Ferzan Ozpetek (2012)

Uscito nelle sale cinematografiche da meno di una settimana, Magnifica Presenza è l’ultimo film di Ozpetek. Ozpetek sinonimo di un solito (un solito che non è mai abbastanza e non è mai sinonimo di saturazione) cast corale che almeno una scena intorno ad una tavola – meglio se imbandita – con la telecamera che gira alle sue spalle ce l’ha sempre. Omosessuali, trans e chi più ne ha più ne metta sparsi qui e lì. Solita produzione Fandango by Domenico Procacci. E potrei anche fermarmi qui, ci sono già abbastanza motivi per andare a vederlo. Ma aggiungerei come tocco finale: prestate attenzione all’ ultima scena, quella dei titoli di coda, quella che probabilmente non riuscirete a gustarvi in pace perchè le luci saranno già accese. Due minuti di primo piano di Elio Germano di una bravura sconvolgente.

2. TEATRO. Thom Pain (basato sul niente) di Will Eno

C’è chi dice che non è stato un testo efficace, altri (tra cui Elio stesso) che avrebbe preferito che il protagonista fosse interpretato da un attore sconosciuto al fine di non dimenticarsi del suo essere un uomo comune, uno qualsiasi di tutti noi.

Al centro del palco una sedia di legno e un omino illuminato solo da un faretto dalla luce gialla. Un racconto apparentemente senza nè capo nè coda, di cui le singole frasi sono da annotarsi nella moleskine del cervello. Un monologo di un’ora e mezza che passa velocemente come se fosse di un quarto d’ora. Se vi capita sott’occhio, non lasciatevelo sfuggire!

3. FICTION. Faccia D’angelo – Andrea Porporati (2012)

Miniserie di due puntate, produzione Sky Cinema. Una di quelle storie sui criminali italiani degli anni ottanta, questa in particolare su Felice Maniero, boss della Mala del Brenta. Per chi è appassioanato del genere e si fida di Sky Cinema è da non perdere. Per chi è incuriosito dall’accostamento accento veneto-Elio Germano anche. Ed anche per chi semplicemente ha ancora voglia di credere nella buona televione (anche se non pubblica, purtroppo). Ma il tutto è reperibile sul web. Chi cerca, trova.

E occhio a Diaz – Don’t Clean Up This Blood, in uscita il 13 aprile! Sempre Fandango, sempre Procacci. Sempre una morsa allo stomaco, già dal titolo.

P.S. Ovviamente, come sempre, suggerimenti su altri film da non perdere sono ben accetti quindi sbizzarritevi con i commenti qui sotto!