Carey Mulligan

Cosebelle prima di tutto è un magazine fatto da donne per le donne. E quindi a linee generali un bell’attore alla settimana non può che tenere gli ormoni di noi tutte belli pimpanti – ed il cervello anche, con tutti quei film da segnarci, da procurarci e da vedere quando fuori fa troppo freddo.

Ma questa settimana ho deciso di celebrare una donnina, la Buessa Carey Mulligan. Sarà l’influenza dell’otto marzo appena passato?

Prima di tutto c’è da notare che Carey Mulligan è di un’inglesità senza pari. Nonostante non abbia nè lentiggini nè capelli rossi nè occhi azzurri, i suoi lineamenti e gli skinny neri abbiati alle ballerine nere e alla camicia da biscaiolo hipster fuori dal red carpet parlano chiaro. Chiarissimo.

Di solito il sinonimo di attore inglese è il sostantivo Qualità. E mai come nel caso di Carey tale associazione d’idee fu più vera. Carey fino ad ora non ne ha sbagliata una!

Tralasciando Orgoglio e Pregiudizio (che se non l’avete mai visto non c’è neanche bisogno che vi sbattiate più di tanto per recuperarlo computeristicamente dato che è uno di quei film che rete4 manda in onda a sere alterne), e tralasciando i vari Drive o Brothers di cui ho parlato fino allo sfinimento nei Divi e Buoi precedenti, Shame non mi sento affatto di tralasciarlo nonostante ne abbia già parlato. Quindi andiamo:

–          Shame: certo, Shame è uno di quei film che può non piacere. Può non piacere da strappamento di capelli, in quel senso ecco. Ma è un film di cui non si può non apprezzare che sia oggettivamente fatto come si deve. Quelle inquadrature lunghe a cui nessuno spettatore dei giorni nostri è più abituato e che non annoiano mai. Inquadrature lunghe che ci hanno regalato il primo piano di una Carey che canta New York, New York per un lunghissimo e bellissimo minuto. Sembra di stare a teatro. Ma si vede e sente meglio. Per i veri feticisti dell’immagine!

–          An Education: Londra, 1961 (neanche a dirlo che 1960 + Londra sono sinonimi di ambientazioni meravigliose). Una ragazzina sedicenne alle prese con il primo amore – forse un po’ troppo grandicello ma si sa che l’amore è cieco. E fin qui tutto normale. Guardarlo per credere che tutto normale non è.

–          Non Lasciarmi (Never Let Me Go): di solito non mi lascio convincere facilmente a vedere un film con Keira Knightley, sia perché non la trovo di una bravura straordinaria tanto perché spesso ci si imbatte nell’ equazione Keira = film brutto. Ma l’amore per Carey (e per Andrew Garfield!) mi ha convinta a vederlo e adesso sono qui a consigliarvi di guardarlo. Magari con un paio di pacchetti di fazzoletti a portata di mano e a stomaco leggero. Niente horror e affini, chiariamoci, lo stomaco si arrovella per altro. Altro che non vi dico sennò vi rovino la visione!

Quindi, ricapitolando, abbiamo detto che Carey non ne sbaglia una sul grande schermo. E a questo punto pare non ne sbagli una neanche nella vita privata! Da agosto 2011 è in coppia con Marcus Mumford (cantante dei Mumford & Sons, band inglese che spopola da un paio d’anni a questa parte) e pare che il mese prossimo convoglino a nozze! Congr… anzi no, gli auguri non si fanno mai in anticipo.