Jake Gyllenhaal

Un attore americano ancora non era approdato da Divi e Buoi. Ma c’è sempre una prima volta anche nella vita di una rubrica, no?

E quindi eccoci qui con uno dei principali esponenti dei film made in USA dell’ultimo decennio: Jake Gyllenhaal. Si, proprio quel Jake Gyllenhaal da sempre bello e dannato (e come si fa a non esserlo quando il tuo primo film di successo è stato quella meraviglia assoluta di Donnie Darko?) e da sempre anche molto ma molto bravo. Uno che il mestiere suo lo sa fare, nonostante sia figlio d’arte – cosa che dalle nostre parti non è mai vista di buon occhio ma all’estero non funziona così. Sia Jake che sua sorella Maggie sin da tenera età prendono parte a produzioni firmate regista-papà Gyllenhaal. A dire il vero partecipano solo a quelle di produzioni, in famiglia Gyllenhaal prima viene lo studio, poi la carriera da superstar.

Questo dictat familiare dura, almeno per Jake, fino ai primi anni di college, quando decide di lasciarlo per fare l’attore. E di lì, carriera in ascesa, con qualche piccolo fosso preso durnte il percorso.

Li ricordo ancora per strada i manifesti enormi di Donnie Darko (2001), tutto quel celeste come sfondo e quelle facce un po’ inquietanti sulla destra. Ma quello che ricordo ancora meglio è la scritta in basso: “considerato uno dei 100 film più belli della storia del cinema”. Adesso, non so chi l’abbia detto, fatto sta che quel qualcuno non si è allontanato così tanto dalla verità.  Un Jake Gyllenhaal che forse neanche si riconosce più. Capelli neri, niente barba da orso (a cui è solito da qualche anno a questa parte) e aria da sbarbatello, che da Brokeback Mountain in poi ha perso per lasciare spazio al testosterone e ai muscolazzi.

Quell’aria da sbarbatello di cui sopra tanto in The day after tomorrow (2004) quanto in I Segreti di Brokeback Moutaint (2005) è immutata. Se vogliamo, il primo si può catalogare nell’insieme delle americanate, ma di quelle americanate fatte come si deve, che ti tengono incollato al divano e fanno crescere in te la suspance. (Invece alla voce “americanate americanate” troverete Prince of Persia (2010) e Source Code (2011). Scappate finchè siete in tempo!)

E di Brokeback Mountain che si può dire? Suscitò tante di quelle polemiche che Dio solo lo sa. E i baci omosessuali, e le scene di sesso omosessuali (ma dove?), e i cowboy gay. E in Italia – come dimenticare- fu anche vietato ai minori di quattordici anni. Una soundtrack tanto meravigliosa dovrebbe essere insegnata nelle scuole nell’ora di musica, e le screencaps esposte nei musei… con quella fotografia lì! Altro che vietarlo ai minori di quattordici anni.

Personalmente in Brokeback Mountaint ho visto solo una semplice storia d’amore, così semplice che Jack e Ennis  hanno voluto renderla complicata autocondannandosi all’infelicità vitalizia.

Jake Gyllenhaal e Heath Ledger meritavano entrambi l’Oscar, per cui sono stati nominati, ma niente. Ooook, niente Oscar. Ma il BAFTA come miglior attore non protagonista Jake se l’è accaparrato. Della serie “Fuck you, I won a BAFTA!”

Ma come ogni buon attore che si rispetti, i suoi non sono stati solo successi. Proof è l’esempio di come si riescano ancora a fare film lentilentissimi, di quelli che ti fanno addormentare sulle poltrone di legno del cinema più vecchio della città. Forse l’unica cosa che può riuscire a tenere sveglia una signorina è la bellezza di Jake, davvero all’apice!

Per fortuna che il buon Jake ad anni alterni si riprende, e nel 2009 è in quel piccolo miracolo di film indipendente americano quale Brothers. I fratelli in questione sono lui e Tobey Maguire, al loro fianco le due bravissime Natalie Portman e Carey Mulligan. Non ricordo scene con colori accesi in Brothers, come è giusto che sia. Solo tanta neve, tanto freddo e l’attesa di un Marine fratello/marito in missione in Afghanistan.

Se nell’ambito cinematografico si riprende ad anni alterni, in quello sentimentale rischia di finire come George Clooney. Fidanzate improponibili su fidanzate improponibili, ci auguriamo solo che verso i cinquanta non si accasi con Elisabetta Canalis e che non si trasferisca sul Lago di Como! Sarebbe tutto più facile se tu ed Anne Hathaway….