Arrotolata dentro un plaid con cactus verdi sono pronta a seguire il quinto live di X Factor.
Le prime cose che mi balzano agli occhi sono le caviglie nude di Cattelan, un completo gessato verde di Agnelli e una maglia con delle pillole colorate di Fedez. Quelle che bisogna prendere per accettare di indossare un maglione così.
Fortuna che poi spuntano Soler e la sua personalità a riassestare tutto sul livello “grigio anonimato”.

I 7 ragazzi debuttano cantando “Another brick in the wall” dei Pink Floyd e la scenografia riproduce fedelmente un trip mentale di Christiane F. e i ragazzi dello zoo di Berlino.

Prima manche

Andrea deve decidersi ad usare il balsamo perché non c’è alcuna differenza tra i suoi capelli e gli alberi secchi dello sfondo. Caterina ha rubato il centrino buono di mia nonna, uno di quelli esposti quando arriva il prete a benedire, e s’è fatta un vestito. Rochelle, quella col nome a metà tra un deodorante e un medicinale, indossa una garza bianca che con le chiazze rosse del mercurio cromo sarebbero state un bijoux.
I Soul System sono splendidi nel loro completo blu.
Eva indossa i miei leggings della palestra, ecco dove sono finiti! Loomy è dentro un sacco nero e se ad Andrea avanza del balsamo deve smezzarlo con Gaia.

Il giudizio dei giudici

Fedez con “non eliminatela perché …”, stampa il bacio della morte sulla fronte di Caterina.
La parola “eliminatela” comincia a lampeggiare nel cervello degli ascoltatori.
Soler inizia un pippone sul muro di Berlino (parte della coreografia iniziale) e cerca di dire la parola “globalizzati” in una botta sola ma non è Mika e gli esce un “glblzzeeeeh meu amigu charlie brown”.
Arisa parla di Loomy come dell’amico che ognuno vorrebbe e dell’operaio che era.
Io spero che continui ad esserlo e che torni in fabbrica.
Agnelli è l’unico che starei a sentire per ore ma quel completo gessato verde mi fa lo stesso effetto dello stare sul treno contromano: nausea a manetta.

I cantanti meno votati sono Caterina (echeggia nell’aria il “non eliminatelaaaa …”); Andrea, votato dalla Ferragni testimonial Pantene; Roshelle, votata dai follower della Ferragni.

 

Seconda manche

La seconda manche si chiama MUSIC RELOADED e contiene canzoni famose arrangiate diversamente.
Che poi è quello che faccio abitualmente quando canto sotto la doccia, non vedo dove stia l’originalità.
Parte Rochelle con Umbrella di Rihanna versione Singing in the rain.
Teoricamente dovrebbe anche ballare il tip tap. In pratica ha la mobilità di una sequoia.
Tommassini la guarda come si guardano le file di formiche in cucina e la piazza seduta sul pianoforte dicendole di muovere solo la testa: l’effetto è quello di un fastidioso cagnolino appiccicato sul cruscotto.
Il secondo è Andrea con Uptown Funk di Mark Ronson e Bruno Mars in versione funk, jazz, blues e scat.
Che al mercato mio padre comprò.
Arisa sostiene di aver sentito Lenny Kravitz nel pezzo e tutti la trattano alla stregua di quelli che dicono di aver visto la Beata Vergine Maria.
Fedez osserva che “togliere il funk ad un pezzo funk è come guardare un porno perché ti piacciono i dialoghi”
Agnelli ammette che è quello il motivo per cui li guarda.

Arrivano i Soul System con Midnight City degli M83.
Fedez riconosce nel piumino di uno dei cantanti quello del suo amico pusher di Rozzano.
Arisa sta cercando di rintracciare qualcuno anche in questo brano. Forse anche lei conosceva l’amico di Fedez.
Il quarto è Loomy che da rapper domatore di barre viene trasformato in Renato Rascel che canta Il piccolo corazziere. “Del resto il rap ha la stessa struttura di una filastrocca” dice Arisa e Fedez cerca di uccidersi accoltellandosi con la biro.
Se Loomy non va a casa nemmeno dopo questa performance, dovranno chiamare la disinfestazione per riuscire a eliminarlo.

Gaia, con Lean on in versione Steve Wonder, non ha la conformazione fisica per ballare ma lei non lo sa e balla lo stesso. “Alzami il cinque, Gaia” dice il calabrone di Einstein.
Agnelli presenta Eva con il pezzo Is this love di Bob Marley arrangiato R&B, soul, blouse e jazz. Meno fa miseria.
Ultima e sicuramente ultima, ecco Caterina che canterà Burn in versione Beach Boys.
Non sanno più come fare per iniettare allegria in questa ragazza.
Soler si dice divertito e dispiaciuto. Biondo e moro. Bianco e nero.
Fedez deve difenderla ma in realtà pensa che starebbe bene come fermacarte.

È il momento dell’ospite internazionale: le Little Mix, vincitrici di Xfactor UK.
Sembrano le Destiny Child dopo aver mangiato le Spice Girls. Fanno un po’ effetto rucola tra i denti: la senti, la vedi, te la togli alla svelta e via passi oltre.

Il giudizio finale

Con la tensione alle stelle che mi fa avvolgere nel plaid manco fossi un burrito, si va al ballottaggio: Caterina è una morta che cammina e infatti, barcollando come uno zombie nel video di Thriller, finisce al duello.
Il problema è che ci finisce anche Eva e si salva quel gran culo di Loomy.
O il pubblico è sordo oppure stanno votando i suoi ex colleghi operai per non farlo tornare in fabbrica.
Con una decisione più scontata del bagno in fondo a destra, i giudici eliminano Caterina.
Gliela stavano giurando dalla prima puntata.

Chi sarà il prossimo eliminato? Preparo il plaid e aspetto Giovedì per il sesto live.