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E alla fine, ci sono riusciti: hanno portato i libri in un luogo dominato dalla quiete e dal silenzio, senza isolarli dal mondo. Da due anni, a Jiaojiehe, un villaggio sulle colline alla periferia di Pechino, si trova la Liyuan Biblioteca, opera dell’architetto cinese Li Xiaodong: sviluppata su un unico livello, si presenta come un volume completamente vetrato, rivestito, su tutti i lati, con bastoncini di legna da ardere, provenienti dai dintorni.

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Aperta gratuitamente a tutti, turisti inclusi, la biblioteca si raggiunge a piedi dal centro del paese, dopo un tragitto di circa cinque minuti o con un servizio di bus navetta. Dalla sua apertura ad oggi ha ottenuti consensi crescenti, divenendo uno spazio pubblico tra i più frequentati della regione. Eppure, grazie al sistema di piattaforme interne, chiunque desideri accedere per usufruire dei servizi (e non solo per ammirare la struttura architettonica) può trovare comunque un ambiente intimo e privato, mantenendo un legame con la natura circostante e il patrimonio librario. E non finisce qui.

DI LIBRI E DI LEGNO

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Questo progetto, combinando tecnologia, rispetto con il territorio e impiegando i materiali locali per restituire, in modo innovativo, l’identità di un’area geografica, ha suscitato l’interesse del RAIC – Royal Architecture Institute of Canada, vincendo la prima edizione del Moriyama RAIC International Prize. Assegnato all’inizio di questo mese, questo nuovo premio è nato con l’aspirazione di inserirsi nella rosa dei più prestigiosi riconoscimenti d’architettura del mondo. A differenza di quanto avviene nella maggior parte dei casi, il Moriyama RAIC intende porre l’accento sugli edifici in uso, selezionando esempi in cui la qualità degli interventi è accompagnata da impatti positivi sulla vita della comunità locale.

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