Se le macchine avessero le ali potrebbero volare.

Potrebbero superare chilometri di traffico prendendo in giro le colleghe meno evolute e arrivare dritte alla meta prestabilita.Ecco che nasce il “Transition” che, più che un’automobile volante, può essere considerato un aereo in grado di correre su strada e che, dal 2011 con soli 194mila dollari, non ti farà arrivare tardi a lavoro.

Per chi vota i verdi, non vuole stancarsi o rovinare il completo di Armani appena stirato, ecco che la soluzione è il “Segway”, un affare di nuova generazione che ti permette di essere il più alto dei pedoni e che con due ruote, una pedana elettrica e due motorini, ti assicura di diventare il re dei marciapiedi. Parliamo del monopattino intelligente che parte, si ferma, fa retromarcia con semplici movimenti del corpo del passeggero-guidatore e gira con l’ausilio di una manopola sul lato sinistro del manubrio. Il suo funzionamento è molto semplice ed intuitivo, è come un’estensione del corpo, capace di eseguire ogni mossa.

Da questa tecnologia sfigatissima, scopriamo dal web, che molti si sono dilettati ad inventare nuovi mezzi: l’ “Hand free trasporter”, nipote del segway ma attenzione attenzione, ti permette di avere le mani libere, et voilà! L’ “Islide” (”io scivolo”, già la traduzione ha l’aspetto di un sogno premonitore) si cavalca un pò come uno skateboard e cioè con i piedi in parallelo fra di loro, ma entrambi perpendicolari rispetto alla direzione di marcia. Ciò che accomuna l’Islide al più noto Segway è la presenza di un motore elettrico controllato da un giroscopio, così che il mezzo viene azionato spostando il peso in avanti.

Ma l’ “Uno” è l’oggetto dei desideri in assoluto, una specie di moto (sempre con due ruote parallele) che si guida come il cavallo a dondolo dei bambini: sposti il peso in avanti e procedi, andando indietro puoi frenare, il tutto condito da un’estetica simile alla macchina di Batman che va ad una festa di carnevale travestita da Arlecchino.

Questi ogetti, come tanti altri (da non dimenticare il videotelefono o il videogioco di E.T. fatto uscire frettolosamente nell’82 pensando che con l’indiscusso successo del film andasse a ruba o la tecnologia Apple Pippin che si era posta l’obiettivo di creare un computer predisposto per i giochi collegabile alla televisione) sono caratterizzati dall’insuccesso. Sono dei veri e propri FLOP!

La frustrazione di questa roba, unita alla sconfitta di essere stati superati da altri, rende, questi fenomeni da baraccone, degli oggetti poetici.

Forse ne compro uno.