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In un contesto vasto come può essere l’attività e la proposta culturale della capitale romana s’inserisce e affiora per la sua originalità un contenitore molto particolare, fatto di donne, di tenacia, di progetti e volontà di lavorare in un territorio vasto e diversificato come quello di Roma. Ho avuto il piacere di fare alcune domande al nucleo fondatore di questa bella realtà dal nome giocoso e particolare di HulaHoop.

Leggete leggete che qualche spunto anche per il Natale imminente secondo me, donne di Cosebelle, lo trovate!

Cosebelle Magazine: Come nasce e come si sviluppa negli anni il progetto HulaHoop?
HulaHoop: Il progetto nasce dallo spirito d’iniziativa spontaneo e appassionato di Gerlanda di Francia, pittrice, Elisabetta Trova, filosofa e ampliato dall’incontro e dalla condivisione d’intenti con Togaci, curatrice artistica e Ottavia Starace, architetto. L’HulaHoop è un progetto dedicato alla proposta e produzione culturale contemporanea. Nasce nel 2009 da un moto molto ingenuo che poi ha preso forma negli anni dandoci anche la coscienza di ciò che stava venendo fuori, dei limiti e delle necessità.

CB: Invece l’idea del nome HulaHoop che storia ha?
HH: L’HulaHoop è il nome comune di un gioco di forma circolare, privo quindi di gerarchie, che gira intorno alla vita, quando riesce. Un gioco che può passare da semplice a complesso, da divertente a spettacolare. L’HulaHoop è il movimento che ci piace compiere intorno all’arte, in tutte le sue forme espressive.

Balestra_foto by Hulahoop

Balestra_foto by Hulahoop

CB: La vostra è una realtà tutta al femminile, come si lavora esclusivamente tra donne? Come vi organizzate e destreggiate tra le varie attività? Ci fai una piccola presentazione del vostro gruppo?
HH: Ci piace pensare che il fatto di essere tutte donne è frutto di un’affinità naturale, ma l’efficacia e la messa in pratica del progetto è frutto del provato e sperimentato condividere un intento il più ampio e comprensivo possibile. La gestione dell’HulaHoop è andata strutturandosi con l’ampliamento e l’approfondimento delle proposte che si portano avanti. Se inizia come uno sperimentare tra Elisabetta e Gerlanda, la necessità di comprendere e sfruttare il sistema comunicativo trova in Ottavia la forma appropriata a ciò che si propone e che si sceglie di sostenere per convinzione di qualità. La passione per l’arte e l’incontro con Togaci, quella per il teatro e la prima collaborazione con Chiara Casarico e il Naufragamédolce e poi con Stefano Vigilante e la sua classe CCCP. Tanti i nomi a cui attribuire la crescita dell’HulaHoop: Carlo Sperduti, Carolina Cutolo, la libreria l’Eternauta, Emanuela Borozan, Rossana Calbi, le Eyes Wild Drag e tutti gli artisti che hanno portato il loro lavoro volto a dire qualcosa che può riguardare i molti.

Teatro_foto by Hulahoop

Teatro_foto by Hulahoop

CB: HulaHoop appare come un contenitore vasto e diversificato che propone molte cose tra teatro, concerti, cabaret, mostre. In particolare, essendo un’appassionata di teatro, “Lo spazio cabaret e teatro- le chien noir” cosa propone?
HH: Lo spazio teatrale Le chien Noir è la prima proposta teatrale curata autonomamente dallo staff, che, come il suo rappresentante – le chien noir – va a fiuto scegliendo brevi monologhi o lavori di teatro canzone, in grado di intrattenere un pubblico che spesso capita casualmente, entra discretamente e se colpito resta e ascolta. Attualmente ci riteniamo soddisfatte del nostro fiuto che è stato capace nel tempo di soddisfare il pubblico con proposte sempre diverse e mai convenzionali.

live_foto by Hulahoop

live_foto by Hulahoop

CB: Leggevo dell’interessante iniziativa proposta per dicembre il Culturino Mercatale, me ne parli brevemente? Com’è nata l’idea e da quanto tempo la proponete?
HH: Il Culturino Mercatale è un’altra delle proposte inventate all’HulaHoop con l’apporto dell’ingegno di Carlo Sperduti, scrittore – destro nel linguaggio e sinistro nel messaggio – che propone da ormai quattro anni, uno spazio vendita per autoproduzioni e autopromozioni per gli artisti che hanno lavorato o lavorano all’interno del cartellone culturale. Si possono trovare libri autoprodotti o pubblicazioni di piccole case editrici (non a pagamento), stampe d’autore, biglietti per spettacoli, buoni libri o corsi e tutto quello che si può vendere per proporre un altro circuito economico natalizio

Culturino_foto by Hulahoop

Culturino_foto by Hulahoop

CB: Come vi integrate e interagite in un tessuto culturale come quello di Roma, che ha sicuramente molte proposte ed è vivace sotto diversi punti di vista? Qual è, secondo voi, la vostra “carta vincente”, quella che vi differenzia dalle altre realtà?
HH: Noi ci sentiamo un posto fisso che gira intorno a quello che lo circonda, attraendo e confrontandosi con quello che si propone. Roma ha il vantaggio di avere tanto, a noi il compito di selezionare per il nostro pubblico e per il nostro piacere. La nostra carta vincente forse è la partecipazione che proviamo con ciò che scegliamo di proporre e scegliamo ciò che dimostra convinzione e progettualità. Tutto questo piace al pubblico, piace all’artista e piace a noi.

CB: Ultima domanda, di rito, una vostra Cosabella?
HH: La nostra cosa bella è Bruce, in arte “Le chien noir”. Il cane nero dell’HulaHoop.