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Non mi ricordo dove le avevo lette, ma tra le regole della dialettica e della discussione ce n’era sicuramente una che diceva: estremizzare il discorso dell’altro significa renderlo falso, quindi è una pratica scorretta. Io aggiungerei: significa fare la parte dello scemo che però siccome urlerà di più, (forse) potrà spuntarla. Una tecnica scema (appunto) che però sembra essere la preferita per trattare argomenti importanti e delicati, ad esempio l’approvazione del Ddl Cirinnà che dovrebbe – finalmente – normare le unioni civili in Italia.
Lo schiamazzo è tutto su un tema, che se uno possiede un minimo di informazioni e di intelligenza capisce al volo essere fuorviante e disonesto: l’utero in affitto, ovvero la gestazione per altri, come viene definita senza usare termini da Tecnocasa. Non è questo il momento per approfondire l’opinione che ho e che abbiamo su questa tecnica, ma in realtà non sarebbe nemmeno il momento per tirarlo fuori a ogni piè sospinto quando si parla di unioni civili, dato che non c’è scritto da nessuna parte che questo diventerà possibile in Italia. Nel Decreto Cirinnà infatti non si parla di uteri, piuttosto si parla di diritti, di doveri e di Step Child Adoption, ossia che se all’interno di una coppia – etero o omo – uno dei due ha un figlio, l’altro può adottarlo. Nello specifico, parlando di coppie omosessuali, quante volte capita che la scoperta della propria sessualità passi attraverso tentativi di relazioni (o matrimoni) etero che poi si rivelano fallimentari? Insomma, basterebbe avere visto qualche puntata di Friends per aver capito di cosa si tratta senza scandalizzarsi. Mentre noi parliamo di questo, politici e sondaggisti pongono quesiti senza senso, fuorviando la discussione, mettendo in un angolo due cose: i diritti e la logica. Per fortuna che ormai le coppie di fatto esistono di fatto (sic) da decenni e gli italiani non ci fanno più caso. Se poi si vuole parlare di gestazione per altri, si potrebbe osservare che certamente una persona italiana benestante, nel caso volesse dei figli, potrebbe andare a concepirli in un altro Paese dove questa pratica è lecita, con buona pace per l’indignazione dell’Onorevole Binetti. Vero, come è vero che questa cosa succede per tutto ciò che è opinabile e non ha un’unica visione morale, come – che so – l’omicidio. La fecondazione eterologa ci faceva volare in Spagna, le canne al bar in Olanda, gli iMac più economici negli Stati Uniti, l’ibuprofene a due pence in Inghilterra.
Non sarebbe la prima volta che la politica si dimostra indietro rispetto a quello che è il sentimento del Paese. Una via di mezzo tra scollamento dalla vita reale e convenienza o coerenza politica (ce lo vedete Lupi che ammette che sì, ha visto una coppia omosessuale e la loro bambina non aveva i bitorzoli?), quasi sempre portata avanti con argomentazioni ipocrite e di piglio facile che mettono al centro “il bene del bambino”, quasi fosse uno sfollagente morale. Purtroppo i cattivi genitori esistono ed esisteranno sempre, a prescindere dal loro orientamento sessuale e dalle leggi.
Il risultato è sempre quello: leggi pasticciate (do you remember Legge 40?) o convinzioni di avere il popolo dietro di sé per poi voltarsi e trovarsi da soli (i referendum sul divorzio e sull’aborto).
Oggi che il mondo è più complesso, interconnesso e rapidissimo (pare una pubblicità per la banda larga ma è vero) anche chi vive nella periferia dell’impero sa come sono queste famiglie di “serie B”. Basta portare i propri figli a scuola per vedere coppie eterosessuali che vivono nel peccato portare il proprio bambino in classe, quando non se ne fa già parte.
Ancora una volta ci ritroviamo a rispondere a degli obblighi (la Corte europea dei Diritti Umani non vede di buon occhio questa cosa che siamo gli unici a non normare queste forme sociali, diciamo così), ci ritroviamo a rispondere a ciò che è già consuetudine (c’è qualcosa di più mainstream di un film italiano con la Buy e la Ferilli che fanno le lesbiche?), nonostante questo c’è chi finge che mettendo la testa sotto la sabbia o tifando per la famiglia tradizionale/matrimonio come fosse una figurina il problema scompaia e la realtà si modifichi.
Per questo domani pomeriggio ognuna di noi sarà nella piazza della sua città per manifestare a favore del Ddl. Perché crediamo che ognuno possa avere il diritto di dare forma al proprio amore. 

L’hashtag ufficiale sarà #svegliatitalia. Scopri la piazza più vicina a te e partecipa.