L’intervista in Biennale.

Il curatore e creatore di party londinese David Dorrell ha scosso Venezia. L’ho incontrato durante questa Biennale mentre stava lavorando alla mostra “Orientale”, alla performance di John Giorno e probabilmente a milioni di altre cose. Ho chiesto all’uomo che è dietro a “Venice Now” come è arrivato a questa dopo una bottiglia di whiskey al famoso Bauer Bar.

CB: Cos’è “Venice Now“?

David:Venice Now” è una nuova iniziativa artistica creata con i miei colleghi, l’artista Robert Montgomery, il designer Alex Possati e l’esperto d’arte Shwetal Ashvin Patel. Il nostro obiettivo è provocare nuove reazioni verso l’arte.

CB: Dimmi com’è iniziato.

David: Quattro anni fa con alcuni amici abbiamo creato un party illegale in una stanza segreta del Bauer Hotel, dando vita alla “Repubblica Indipendente del Bauer”. Fu un grosso colpo e tutti non facevano che parlarne, finchè non mi arrivò una chiamata dal proprietario dell’hotel. “

CB: E poi cosa successe?

David: Ci siamo presi la stanza segreta, tenuto una conferenza stampa e ora, quattro anni più tardi, ci hanno coinvolto in “Venice Now“, per promuovere spettacoli e mostre al Bauer durante la Biennale di Venezia.

CB: “Cool. Vivresti mai a Venezia?

David: Preferirei morire a Venezia.

CB: Vero. Quindi immagino ti piacciano più le ragazze inglese di quelle italiane?

David: Non direi, mi piacciono entrambe, particolarmente. Non si può generalizzare sulle ragazze, è stupido.

CB: Hai ragione. Quindi qual è il tuo prossimo progetto?

David: Invisible Insurrection” che rappresenta una sorta di rivolta invisibile.

CB: Verso chi?

David: Lo status quo.

CB: E cosa indosserai quando questo si compirà?

David: Un pigiama.