Avete presente le battaglie del free-style?

Quelle dove ci sono due bande dove i maschi hanno i pantaloni larghi, le canotte larghe, le scarpe larghe e le donne hanno quasi tutte gli hot pants, i top che strizzano tutto quello che c’è da strizzare e le scarpe boh? Quelle dove c’è la musica hip-hop e a turno ognuno fa un sacco di mosse irripetibili e poi quando ha finito si sbatte forte le mani sul petto e alza il mento e guarda quelli dell’altra squadra con fare emmòvevojo? Tipo questo video, per capirci. Ecco, qui in Cosebelle è successa una roba tipo questa del free-style. Soltanto che non c’era nessuna sfida. Qualche manciata di giorni fa è partita questa storia di NME, della classifica delle più belle canzoni degli anni ’90, delle discoteche tamarre di provincia, del liceo e di un sacco di altra roba. In effetti era tipo un pigiama party più che una guerra tra bande a suon di acrobazie. Però il pigiama party ha bisogno di una stanza comune, di junk food e di cetrioli sugli occhi, di maschere idratanti e batuffoli di cotone tra un dito e l’altro dei piedi. Noi tutto questo non ce l’avevamo. C’era invece una bacheca top-secret di Facebook, uno svogliato venerdì mattina e una vagonata di nostalgia di quando eravamo ancora delle giovani ragazze irresponsabili, ignare di cosa fosse un filtro protettivo 50. È su questa bacheca top-secret che si sono avvicendati post di link a canzoni più o meno memorabili, più o meno conosciute e commenti più o meno composti. È su questa bacheca che dal sasso lanciato da NME è venuto fuori lo Spoglierò Simon le Bon della scorsa settimana e oggi la Classifica delle tre canzoni più belle degli anni ’90 per le Cosebelle girls. Ve lo dico già, c’è molto cuore, spesso la risposta all’altrui classifica era un ahahahahah è vero che esistevano! Oppure un oh mio dio ma allora dovevamo conoscerci prima! Voi siete liberi di rispondere come vi pare. Oppure fate così, leggetele tutte e poi fate come con i Cavalieri dello zodiaco, scegliete la vostra Cosebelle girl preferita e mettetevela, idealmente, nella tasca superiore dell’Invicta.

SILVIA BENEDET

1. Occhi bassi – Tre allegri ragazzi morti, 1999. Perché se con il Voglio una vita che sia solo mia già avevano catturato la mia attenzione, con Occhi bassi mi hanno rubato il cuore.
2. You get what you give – New radicals, 1998. Il video era una figata unica, con i ragazzi che ballavano dentro il centro commerciale e all’epoca non ero mai stata in un centro commerciale.
3. Hitchin’ a ride – Green day, 1997. La mia cassettina di Nimrod dev’essersi frugata in quel punto, andavo a scuola in bici con le cuffiette e facevo in tempo ad ascoltare Nice Guys Finish Last e poi questa, e REW per quando tornavo a casa.

GIULIA ZOAVO

1. I knew i loved you – Savage garden, 1999. Le mie amichette non se li filavano, i Savage Garden, quindi mi toccava struggermi da sola d’amore per Darren Hayes. Amore che inevitabilmente mi ha dato l’imprinting per tutti quelli successivi: mori, coi polsini di pelle e, ovviamente, gay.
2. Heart-shaped box – Nirvana, 1993. Kurt Cobain se n’era andato da un pezzo, quando per la prima volta ho ascoltato Nevermind. Mi ricordo a stento cos’ho fatto ieri, ma posso dire con precisione dov’ero, com’ero e cosa facevo quando il lettore cd ha iniziato a suonare le mie prime canzoni dei Nirvana. E ha cambiato per sempre i miei gusti musicali.
3. Mistero – Enrico Ruggeri, 1993. Vabbé, faccio la figa con l’elettronica e i gruppi sconosciuti indie rock, ma ragazzi, io sull’isola deserta ci porterei la discografia di Ruggeri, punto. E, sì, questa è una disperata richiesta di matrimonio. Sposami, Enrico!

VALENTINA SILVESTRINI

1. Boombastic – Shaggy, 1994. Indelebile memoria del primo cd e del cd portatile regalo dei compagni di classe in seconda media e di una pubblicità tormentone.
2. Ironic – Alanis Morissette, 1995. Ascoltata (e vista in tv) mille volte, augurandomi sempre di non incontrare l’uomo dei miei sogni e – di seguito – la sua bellissima moglie.
3. C’è Che Ti Piace – Stefano Zarfati, 1996. Simbolo di tutte le canzoni estive dei miei anni 90, ovvero quelle destinate a coreografie scomposte da condividere con l’amica del cuore.

GIADA ZAMPIERI

1. Around the world – Daft punk, 1997. Per il video, ne ero totalmente incantata ed assuefatta. Ancora oggi credo sia fantastico.
2. Sure – Take that, 1995. Perché avevo 10 anni e stavo incollata alla tv ogni volta che sentivo il loro nome, Sanremo compreso.
3. Don’t look back in anger – Oasis, 1996. Perché sono inglesissimi nel video, perché canta Noel e perché guardare al passato senza rabbia è assolutamente un insegnamento da tenere sempre a mente. Nella mia classifica del cuore, quella che non distingue tra decadi, gli Oasis sono sempre al primo posto.

MIRIAM LEPORE

1. All that she wants – Ace of base, 1992. Era la sigla d’apertura del festivalbar ’93. per me voleva dire inizio dell’estate, balletti scemi, stare in spiaggia a far castelli fino alle 20 (e ritrovarsi un sacco di sabbia nelle mutande).
2. Killing me softly – Fugees, 1996. Tira fuori Lauryn Hill dal collegio di Sister act e la butta nel mondo un po’ fumoso dei clubbettini, ma tornerà presto all’ovile diventando signora Marley.
3. Baby I love your way – Big mountain, 1994. Più di tutte la versione appena accennata di Ethan Hawke e dei suoi capelli unti, nella scena di Reality bites in cui scopre la silenziosamente amata Winona Ryder fornicare con Ben Stiller. Scatta la gelosia, un’unta gelosia. (ma sono destinati a stare insieme)

VALENTINA MARRALE

1. Always – Bon Jovi, 1994. Ammettiamolo, il Bon Jovi del ’94 metteva in subbuglio gli ormoni di qualunque adolescente, me compresa. Per non parlare del video.
2. Crazy – Aerosmith, 1994. Un altro pezzo grandioso con un video che sembra un film, con le bellezze acerbe di Liv Tyler e Alicia Silverstone.
3. Smells like teen spirit – Nirvana, 1991. Dirompente rabbia adolescenziale contro tutto e tutti, è uno di quei pezzi che ti cambia la vita.

ALESSIA MARCHIORO

1. Cherub RockSmashing Pumpkins, 1993. Perché lì sono iniziate tante cose che continuano ancora adesso.
2. Ready To GoRepublica, 1996. I miei pomeriggi a 15 anni sono stati anche le imitazioni di Saffron, caschetto e eyeliner blu, saltando sul divano
3. Exit Music For A FilmRadiohead, 1996. Tutto sta nel video Romeo+Juliet. Qui di spiegazioni non ne devono essere date che Romeo + Juliet è stato una roba che ecco.

MARTA BENVENUTO

1. Lithium – Nirvana, 1991. Giro di basso iniziale, ultima frase della strofa Light my candle in a daze cause I found God e poi l’inferno. Nella mia testa era mistica e blasfema allo stesso tempo, ogni volta. Mi manchi Kurt.
2. Zero – Smashing Pumpkins, 1995. Ho ancora la famosa maglietta. E ogni volta mi chiedevano se fossi fan di Renato Zero. C’è ancora tutta la mia rabbia adolescenziale sopra quella maglietta.
3. Annarella – CCCP, 1990. Mentori della mia educazione morale e sentimentale, mi hanno insegnato la passione politica. Perchè dopo la lotta ci vuole l’amore.

ALESSIA RAGNO

1. Daughter – Pearl Jam, 1993. Si va bene Ten, ok che Alive è l’inno di una generazione, ma un’adolescente non poteva che avvicinarsi a Daughter per capire Eddie e i suoi Jam.
2. Simmetrie – Scisma, 1999. Il miglior gruppo italiano underground degli anni 90, Paolo Benvegnù leader spirituale. Ricordo ancora i concerti super super indie, quando ancora nemmeno gli indie veri esistevano. E infatti io ero piccola e non mi ci mandavano.
3. Dentro Marylin – Afterhours, 1995. Il Manuel Agnelli più splendente, eversivo, motivato, che ti grida sei il mio sovversivo amore. Ciao.

GIULIA CAVALIERE

1. Bar Italia – Pulp, 1995. Per Jack Frusciante è uscito dal gruppo che l’aveva nella colonna sonora. Solo alcuni anni dopo i Pulp sono diventati il mio gruppo inglese preferito dei 90s scalzando qualsiasi altra band britpop.
2. Basket case – Green day, 1994. L’ultima grande band punkrock e questa canzone ci ha fatto impazzire nelle gite scolastiche di quando avevamo 14 anni e ci portavamo la chitarra appresso sempre.
3. Altre forme di vita – Bluvertigo, 1997. Sono stati l’illuminazione sulla via di Damasco, lo stimolo a leggere Foscolo fuori da scuola e ascoltare David Byrne andandoci. Mi hanno cambiato la vita. Ricordo ancora lo stato di trance seduta sul letto, al tramonto, quando l’ho sentita per la prima volta.

PAOLA GUAGLIUMI

1. The Only One I Know – The Charlatans, 1990. Lo zucchero.
2. Let It Slide – Mudhoney, 1991. Il fango.
3. Motorcycle Emptiness – Manic Street Preachers, 1992. L’acciaio.

GAIA REGGIANI

1. Just Like Heaven – The Cure, 1997. Perchè grazie a loro non ho messo piede in una unta discoteca di provincia sino a quando ero già capace di intendere, volere e guidare.
2. Violet – Hole, 1994. Mi ricordo ancora di quando facevo air guitar con un piede appoggiato sul bidet convinta di essere il doppelganger di Courtney Love.
3. Emotion Sickness – Silverchair, 1999. Ho ancora il poster appeso in camera (nascosto dietro a un quadro). E questa canzone è ancora un capolavoro…sostengo ancora, infervorandomi non poco, che siano sempre stati molto sottovalutati!

SILVIA PONZONI

1. Rhythm is a dancer – Snap, 1992
2. November rain – Gun’s and Roses, 1992
3. La mia coccinella – Sottotono, 1994

GIULIA MILZA

1. What is love – Haddaway, 1993. Perchè dopo dieci anni ancora me lo chiedo
2. Live forever – Oasis, 1994. Per il you and I are gonna.
3. Anyone else isn’t you – The field mice, 1991. Perché le ciliegine della Sarah Records sono ancora nel mio cuore.

GIULIA CERINI

1. Loser – Beck, 1993.
2. Parklife – Blur, 1994.
3. Freed from desire – Gala, 1996.