Two Door Cinema Club.

Prendiamo una manciata di Bloc Party (quelli di Silent Alarm), aggiungiamo un pizzico di Vampire Weekend e condiamo il tutto con un’abbondante dose di Phoenix, lasciamo riposare l’impasto in una scuola di Bangor nell’Irlanda del Nord fino al 2007:  eccovi serviti i Two Door Cinema Club.

Sono in 3, si chiamano Sam Halliday, Alex Trimble e Kevin Baird, cantano, suonano chitarra e basso, e live si fanno aiutare da un batterista. Saltano all’occhio dei media nel 2009, con la pubblicazione dell’EP Four Words To Stand On, ricevendo consensi positivi dalla critica. La francesissima e coolissima etichetta Kitsuné li vuole sotto la propria ala e finiscono a Parigi per registrare l’album di debutto Tourist History. Sembra inevitabile ormai che non vengano notati dagli attenti occhi della BBC, infatti sono inseriti nella classifica Sound of 2010. Tourist History esce il 26 Febbraio dello stesso anno in Irlanda, e segue la sua pubblicazione nel Regno Unito, resto d’Europa e USA. Dieci brani, tutti potenziali singoli, infatti sono completamente assenti episodi in calo e low-profile. Mantengono sempre un ritmo abbastanza tirato, tra batterie (elettroniche) rimbalzatissime à la Matt Tong, riff appiccicosi ed addictive, ed una leggermente monotona ma dopotutto piacevole voce. Nemmeno ai più scettici verrebbe da togliere violentemente il cd dal lettore e scagliarlo con altrettanta violenza dalla finestra. Piace.

Grazie ai singoli “Something Good Can Work”, “I Can Talk” e “Undercover Martyn”, i tre ragazzi guadagnano una notevole popolarità, aumentata anche dall’utilizzo massiccio dei brani dell’album per innumerevoli spot e videogiochi. Sua Maestà Kanye West li nota e li pubblicizza nel suo blog, Phoenix e Metronomy li vogliono in tour con loro, vincono il “Choice Music Prize” come album irlandese del 2010, e sono praticamente etichettati come band indie dell’anno.

Tourist History è un album di breve durata (poco più di 30 minuti), ma che nonostante questo esprime chiaramente lo stile e le potenzialità della band. Vien voglia di far festa, è ottimista, fa credere a chi lo ascolta che tutto andrà bene. Litighi col tuo capo ed hai una terribile emicrania? Sta tranquilla, c’è Tourist History ed in un qualche modo passa tutto. Al giorno d’oggi la musica è fin troppo affollata di band che si prendono troppo sul serio e che si sentono in dovere di registrare il disco trascendentale. A tutti i costi. La musica è evasione, ed i tre ragazzi dall’Isola Verde l’hanno capito.

E per la miseria, andiamoceli a vedere: 23 Maggio ai Magazzini Generali (Milano), 24 Maggio al Circolo Degli Artisti (Roma).