Andrea Mary Marshall è riuscita a catturare l’attenzione della moda.

Anche se meglio conosciuta per i suoi provocanti autoritratti, l’artista newyorkese ha di recente dipinto una serie di 100 ritratti delle top models dell’anno.

Le ho fatto qualche domanda e lei mi ha svelato qualche segreto su Naomi Campbell e qualcosina anche sulla sua vita, tipo come le banane e un paio di pleather boots hanno cambiato il suo lavoro.

CB – Raccontaci qualcosa a proposito di “The Perrett 100 of 2010”.

AMM – Per il secondo anno di attività di COADC il fondatore Douglas Perrett mi ha commissionato, come regalo ai clienti, di dipingere dei ritratti dei suoi 100 migliori (e più bravi) modelli del 2010. Ogni ritratto è “personalizzato” dalla mia inconfondibile firma: volti bianchi, sigarette, crocifissi e rossetto rosso.”

CB – Parlaci invece dei tuoi famosi autoritratti.

AMM – Ho iniziato a farli nel 2005. La mia prima serie è diventata un libro di 30 illustrazioni, intitolato “LOLA”. Nel 2007 ho avuto un’idea per un’ immagine che però non ha funzionato nè come dipinto, nè come illustrazione; così sono andata a comprare una macchina fotografica. Sono tornata a casa subito dopo e senza perder tempo mi sono infilata i miei pleather boots rossi e ho posato sul mio tavolo da pranzo, circondata da banane e ostriche, creando così le prime fotografie per il mio libro “Witch: The Book of Bananas, forks, spoons + Heartbreak. ”

CB – Come mai hai scelto croci e sigarette come tua “impronta” per i tuoi lavori?

AMM – A me no piace fumare sigarette. Per questo, insieme alle croci, le identifico col male. All’interno dei miei lavori questi due simboli hanno assunto il significato di dipendenza e il mio lavoro spesso va a braccetto con questo concetto e con quello di condanna.

CB – Qual è il tuo ambiente ideale di lavoro?

AMM – New York City. La mia camera da letto.

Dai un’occhiata agli altri suoi lavori qui.