Avete mai sentito parlare di The Yes Men?

Quando dovete decidere che tipo di scarpe acquistare controllate prima su LOOKBOOK oppure sul fotoblog di The Sartorialist?

Nella scelta di musica italiana preferite le opinioni di Italian Embassy, Stereogram o Vitaminic?

Un blog di un appassionato, il sito di un addetto del settore, i consigli della vostra migliore amica: informazioni che influenzano la vostra scelta. Tutto questo non è – per fortuna – il lato negativo di 1984, bensì quello positivo delle connessioni e della struttura del web e della società. Sia nelle rete, sia nella movimentazione di idee e creatività, esiste una fitta rete di influencers che va dal locale all’internazionale e che sono la fonte di riferimento per milioni di persone.

I nomi più grossi di questa realtà sono chiaramente conosciuti da tutti come Steve Jobs, Anna Wintour o Timbaland, ma a livello più concreto il mondo formato da chi fiuta le novità è creato da una rete di persone e figure che per primi riconoscono e concretizzano una tendenza o diffondono informazioni sulla base della loro opinione e di una particolare capacità di previsione.

Sono coloro che vengono individuati come trendsetters e vengono cercati come manna da chi si occupa di marketing, moda e advertising: perché la capacità di prevedere un trend è oro puro e riuscire a premere il tasto giusto, magari attraverso un’opinione sentita e spontanea, è la vera chiave di svolta nella comunicazione di qualsiasi idea e prodotto.

Esiste il festival The Influencers che si tiene ogni anno a Barcellona e una recente ricerca fatta da Fast Company, ma a raccontare qualcosa sulla comunità di influencers a partire dalla città di New York ci ha pensato l’agenzia parigina R+I Creative con una nuova produzione in arrivo: INFLUENCERS.

Si tratta di un documentario girato da Paul Rojanathara e Davis Johnson che, tramite interviste e indagine sul campo, cercherà di capire come la creatività e le persone individuano e rendono contagiosi i nuovi trend. Uno degli aspetti interessanti è anche la descrizione istantanea che ne danno gli autori “a Polaroid snapshot”: un movimento, una serie di scelte veloci e mutevoli.

Siete pronti ad adattarvi al cambiamento veloce per vedere il prossimo trend in arrivo?