Verso il giorno venti di ogni mese succede sempre la stessa cosa.
Sei in ufficio, la brioche in una mano e la penna grafica nell’altra, pronta per metterti al lavoro, quando un amletico dubbio inizia a serpeggiare tra i neuroni: quanto stipendio mi sarà rimasto? Da lì al chiedersi come sia stato possibile spendere tutto in tre settimane, poi, il passo è breve. Basta una rapida occhiata all’home banking per iniziare a guardare la brioche con infinita tenerezza, sapendo che da domani la tua colazione sarà un frutto; ma nel frattempo, oltre alla nostalgia per la marmellata e il burro, il vero dilemma rimane: se lo stipendio non è scomparso per magia, in che cosa l’abbiamo scialacquato?

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Kate Bingaman-Burt
lo sa.
Dal 2006, infatti, cataloga, disegna e commenta tutto quello che compra. Dallo scotch al mango disidratato, dai biglietti dei concerti ai libri di grafica, passando per le polpette Ikea, i guanti (in quantità davvero importanti) e le creme per il corpo. Un’attività vicina all’ossessione, certo, ma sicuramente efficace per tenere traccia di tutte quelle spese (necessarie o no) che ogni mese ci riducono inevitabilmente sul lastrico.

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Se volete tuffarvi negli acquisti di Kate o tenere traccia dei vostri, poi, date un’occhiata qui: potreste portarvi a casa “Obsessive Consumption”, registro di tre anni di shopping, oppure “What Did I buy Today?”, il taccuino per annotare le spese, i risparmi ed i report di fine anno. Buono shopping a tutti!

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